“La luce della notte”:un’opera di contrasti
Scritto da LUXA il 24/09/2010, 11:09.Categorie: Libri | Recensioni
Titolo assai intrigante quello attribuito da Pietro Citati al testo, pubblicato da Mondadori nel 1996.
Si tratta di un vero e proprio ossimoro concettuale che affonda le sue radici nella spiritualità tradizionale tanto occidentale quanto orientale. L’autore, dotato di una cultura letteraria sorprendentemente vasta, ha concepito un libro colossale, non tanto per la lunghezza dello scritto- peraltro assai corposo- quanto per la sua densità contenutistica e per l’ambizioso fine che si propone:realizzare un saggio sotto forma di romanzo nel quale passare in rassegna tutte le eterogenee forme culturali,storiche,letterarie,artistiche e religiose dominate da una apparente insolubile dicotomia fra l’elemento luminoso, solare, razionale, virile, dorato, stabile, assoluto e quello notturno, lunare, femminile, irrazionale, inquietante, mutevole e decadente.
É appunto in questo progetto che risiede il fascino de “La luce della notte”:il tentativo, conseguito brillantemente da Citati, di presentare al lettore uno spaccato della mentalità umana, tesa a creare contrapposizioni irriducibili(male e bene, uomo e donna, luce e oscurità, progresso e decadenza)che spesso riescono tuttavia a trovare una forma di conciliazione. L’immagine filosofica dell’apollineo e del dionisiaco, coniata da Nietzsche,è a questo proposito esemplificativa di una visione umana basata su contrasti che in certi casi, come appunto nella tragedia greca, trovano perfetta armonia.
Citati offre un testo imperdibile per tutti gli appassionati dei miti e delle civiltà tradizionali, presentando sulla base di essi dei veri e propri affreschi antropologici, in cui il lettore è tramutato in uno spettatore di una pittura vivida e coinvolgente. Riflessi brillanti e adamantini inseguono e percorrono il buio totale di una notte quanto mai opprimente, capace però di trar fuori da sé aspetti costruttivi ed inusitati, tali da compenetrare a loro volta la luce splendente in continui rimandi e legami. Citati attraversa il mare magnum della letteratura mondiale con consapevolezza magistrale e con uno stile colto ma scorrevole, adatto ad adeguarsi agli argomenti narrativi più vari.
Dalla mitologia e letteratura classica greca e romana agli albori paolini ed agostiniani della religione cristiana, dall’impero cinese alle sfaccettature più recondite dell’Islam, lo scrittore de “La luce della notte” percorre il sottile filo che unisce tutte le concezioni spirituali più profonde, fino a giungere al capitolo finale, dedicato al “La morte degli dei”. Se le civiltà antiche erano riuscite a riportare i contrasti ad una sorta di equilibrio, emblematizzato dal Tao orientale, l’espressione funesta modellata sul celebre aforisma di Nietzsche è indice di un declino spirituale di cui l’autore vede essere soggetto il mondo moderno, in cui la notte sembra dominare la luce.
Nonostante ciò ci troviamo di fronte ad un’opera propositiva, finalizzata ad “illuminare” il pubblico e ad indurlo a riflettere anche sul mondo circostante sulla base di una percezione nuova, resa più acuta e sensibile dalla bellezza del mito.
Pubblicato in data 24 09 2010
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