Antichrist (2009)

Published On 9 gennaio 2010 » 509 Views» By fabiana » Cinema, Recensioni
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antichrist-von-trier-03Il  danese Von Trier è un regista che ha sempre scatenato reazioni forti e non viene meno con Antichrist pellicola definita a volte provocatoria o addirittura come prova della instabilità mentale del regista. Inizio del film in bianco e nero, rallenty, neve che cade, in sottofondo l’aria Lascia ch’io pianga di Handel, due corpi nudi che fanno sesso (messo molto in evidenza) mentre il loro bambino precipita giù da una finestra. Tutto ha inizio così. Un viaggio nell’elaborazione del dolore, nella psiche umana in uno scenario esoterico di presenze e allusioni ai temi tanto cari alla letteratura, alla filosofia e perché no all’antica tragedia greca. L’uomo psichiatra, razionale cerca di aiutare sua moglie che si rivelerà essere ciò che sfugge alla ragione stessa. Si potrebbe avvallare un confronto con Shining: lì l’uomo che impazziva qui  la donna mentre in entrambi è  il bambino che scatena gli avvenimenti tragici. La natura è onnipresente, rappresentata fisicamente da Eden è maligna, incontrollabile, dispensatrice di morte, è il ponte (presente anche come oggetto fisico e non solo metafisico) con una dimensione inconscia, è il luogo per affrontare le paure che però sfugge a un raziocinio che ne sarà distrutto. La donna nell’immaginario comune è generatrice di vita ma qui diventa il male dotato di una logica ferrea per quanto non appaia. Follia, dolore, sessualità un in film dal finale ambiguo e in cui qualche dettaglio risulta eccessivo (a mio avviso) ma probabilmente è volutamente vontrieriano.

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