Cacciato Maradona!

Published On 28 luglio 2010 » 494 Views» By nibbio » Sport
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Maradona nella sua carriera di calciatore  “affronti” del genere ne ha vissuti ben pochi: da tecnico invece di bocconi amari ne ha già inghiottiti parecchi. Nonostante il favore popolare di cui godeva, nonostante gli fosse stata “perdonata” da stampa ed opinione pubblica la precoce e netta eliminazione dal mondiale, Maradona sembrava aver, almeno per il momento, mantenuto il posto di selezionatore della nazionale argentina. Invece ieri, nella notte italiana, un comunicato dell’Afa, la Federazione calcistica argentina, ha annunziato la cessazione del rapporto contrattuale con il pibe de oro. Un annuncio che ha lasciato sorpresi molti addetti ai lavori che davano per scontata la riconferma dell’ex campione del mondo. C’è da rilevare che immediatamente dopo la fine del mondiale si era aperta nel paese sudamericano una querelle che non aveva basi unicamente tecniche. Quello della riconferma o meno di Maradona sulla panchina della celeste stava trasformandosi in un vero e proprio caso politico, finendo per coinvolgere nel calderone delle polemiche anche i massimi organi istituzionali del Paese. Di certo coloro che ci sono rimasti maggiormente male sono i tifosi della nazionale, quegli stessi che all’indomani dell’umiliante sconfitta della Germania avevano comunque accolto il tecnico e la squadra con tutti gli onori, come se fossero reduci da un trionfo. Tuttavia ancora una volta le logiche legate ai risultati, ma anche alle dinamiche interne della politica nazionale sembrano aver avuto il sopravvento. C’è anche da dire che benché, a oggi, il movimento calcistico argentino esprima a livello qualitativo un serbatoio inesauribile, e forse ineguagliabile a valori assoluti, la nazionale biancoceleste non riesce poi a concretizzare da due decenni tale superiorità tecnica. Tra le critiche mosse a Maradona quella di non avere mai mostrato un impianto tattico coerente e non essere riuscito a valorizzare i numerosi campioni di cui disponeva nei ruoli offensivi. In particolare Lionell Messi, stella del Barcellona, e unanimemente definito ad oggi il calciatore più forte del mondo, con la maglia della nazionale non si è mai avvicinato a quegli standard di rendimento che lo hanno reso celebre con la maglia del suo club. Tuttavia, almeno da ciò che si avvertiva all’esterno, il gruppo, lo spogliatoio, sono sembrati sempre graniticamente schierati con il proprio tecnico.

Diego Armando Maradona

Dalla finale persa a Roma, nel 1990 contro la Germania, quindi esattamente venti anni fa, non è mai più riuscita neanche a raggiungere le semifinali di un campionato del mondo. E pensare che, in quasi tutte le edizioni disputate negli ultimi quattro lustri, la compagine sudamericana si è sempre avvicinata all’appuntamento iridato con i favori del pronostico. Ancora non circolano i nomi di possibili sostituti, anche se già qualche giornale, all’indomani dell’avventura in terra sudafricana, aveva accostato il nome di Alfio Basile a quello della scottante panchina della selecion.

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