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	<title>toWrite.it &#187; Psicologia</title>
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	<description>Guadagna scrivendo i tuoi articoli</description>
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		<title>Crea anche tu la tua mappa concettuale!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/mappa-concettuale-300x243.jpg" /></div>Secondo Joseph Novak,  le mappe concettuali rappresentano un vero e proprio strumento di conoscenza e informazione. E&#8217; attraverso queste mappe che l&#8217;uomo riesce ad organizzare il proprio sapere, avvalendosi di un supporto grafico. Il concetto è assimilabile all&#8217;interno di un approccio di tipo costruttivista, secondo cui l&#8217;uomo è fautore della propria conoscenza e questa stessa conoscenza,allo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/mappa-concettuale-300x243.jpg" /></div><p><a href="http://towrite.it/wp-content/uploads/mappa-concettuale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7931" title="mappa concettuale" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/mappa-concettuale-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a>Secondo <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Novak">Joseph Novak</a></strong>,  le mappe concettuali rappresentano un vero e proprio <strong>strumento di conoscenza e informazione</strong>. E&#8217; attraverso queste mappe che l&#8217;uomo riesce ad organizzare il proprio sapere, avvalendosi di un supporto grafico. Il concetto è assimilabile all&#8217;interno di un <strong>approccio di tipo costruttivista</strong>, secondo cui l&#8217;uomo è fautore della propria conoscenza e questa stessa conoscenza,allo stesso tempo,modifica la struttura cognitiva del soggetto stesso.</p>
<p>Questa premessa era doverosa dovendo presentare alcuni strumenti rintracciabili nel web, che ci aiutano gratuitamente e strutturare delle vere e proprie mappe concettuali.</p>
<p>Al primo posto abbiamo <strong><a href="http://www.exploratree.org.uk/">ExploraTree</a></strong>. Trattasi di un sito che ci permette di creare mappe mentali in forma del tutto gratuita. Il sito richiede una prima registrazione e poi ci lascia liberi di creare la nostra mappa seguendo tutte le indicazioni presenti sulla home. Dopo di che si può decidere anche di condividere il nostro lavorio con amici e colleghi</p>
<p><strong><a href="http://www.wisemapping.com/c/home.htm7">WiseMapping</a> </strong>è un&#8217;altra applicazione molto simile alla prima. Utilizzando il metodo drag&amp;drop si riesce ad apportare delle  modifiche al carattere, ai colori etc. Inoltre si possono anche invitare altre persone a collaborare alla creazione della stessa mappa, per poi condividerla all&#8217;interno di uno spazio web.</p>
<p>L&#8217;ultimo che vi descriveremo è un <strong>software</strong> e si chiama <strong><a href="http://cmap.ihmc.us/download/">Cmaptools</a></strong>. Sviluppato dall&#8217; Istituto di Ricerca IHMC dell’Università della Florida, si mostra fin da subito  facile da utilizzare anche per i meno esperti. Per i più bravi sono a disposizione anche delle opzioni aggiuntive che vi permetteranno di personalizzare al meglio il vostro lavoro!</p>
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		<title>I Disturbi Somatomorfi.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psichiatrici]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/soma-150x150.jpg" /></div>Quanti volte riusciamo ad aprire un dialogo introspettivo con noi stessi e quante invece preferiamo scaricare tutto sul nostro corpo? Forse perchè il disagio fisico fa meno paura di quello mentale, più confuso, paradossale, imbarazzante e incomprensibile, ci troviamo molto più spesso a lamentarci di problemi fisici, senza trovare alcuna giustificazione medica. In psichiatria questo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/soma-150x150.jpg" /></div><p><a href="http://towrite.it/wp-content/uploads/soma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5928" title="soma" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/soma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quanti volte riusciamo ad aprire un dialogo introspettivo con noi stessi e quante invece preferiamo scaricare tutto sul nostro corpo?<br />
Forse perchè il disagio fisico fa meno paura di quello mentale, più confuso, paradossale, imbarazzante e incomprensibile, ci troviamo molto più spesso a lamentarci di problemi fisici, senza trovare alcuna giustificazione medica.<br />
In psichiatria questo tipo di &#8220;scorciatoia&#8221; si cristallizza in una vera e propria classe diagnostica sotto il nome di <strong>Disturbi Somatomorfi </strong>che richiamano l&#8217;attenzione clinica della <strong>Psicosomatica</strong>, quella branca a metà strada tra medicina e psicologia, che indaga sulla <strong>relazione tra soma e psiche</strong>.<br />
Questa tipologia di disturbi rappresenta una classe diagnostica abbastanza etorogenea, ma con una componente comune che la caratterizza:<strong> la presenza di sintomi somatici in assenza di cause mediche generali!</strong> La sintomatologia inoltre non è indotta dall&#8217;uso di sostanze, come droghe e fermaci, e manca l&#8217;intenzionalità presente nella Simulazione e nei Disturbi Fittizzi.</p>
<p>Il quadro sintomatico rientra nell&#8217;area nevrotica ed è causata da un&#8217;<strong>incapacità del soggetto di mentalizzare</strong>. Questo &#8220;bias&#8221; lo induce a operare inconsciamente uno spostamento del conflitto dal paino mentale a quello somatico.</p>
<p>Le aree maggiromente interessate dal sintomo sono: apparato gastrointestinale (es. ulcere, coliti); apparato respiratorio (es. asma); apparato urogenitale (es. dolori mestruali, eiaculazione precoce); apparato cardiocircolatorio (es. ipertensione e tachicardia); pelle (es. dermatite, psoriasi); sistema muscolare (es. crampi, mialgia).</p>
<p>Sotto la stessa etichetta diagnostica troviamo 6 categorie, più una che comprende quadri sintomatici non specifici.<br />
La prima categoria presentata dal DSM-IV-TR è il <strong>Disturbo di Somatizzazione</strong> (storicamente ci si riferiva a questo disturbo col termine &#8220;isteria&#8221; e &#8220;Sindrome di Briquet&#8221;) caratterizzato da un  gruppo sintomatico che insorge prima dei 30 (i primi sintomi fisici sono riscontrabili anche in età adolescenziale), causando grave compromissione sociale, personale e professionale del soggetto.<br />
Le manifestazioni sintomatiche durano anni e si focalizzano su 4 aree principali:<br />
- sintomi dolorosi (almeno 4 sintomi) in quattro aree diverse del corpo, come testa, addome, schiena e arti;<br />
- sintomi gastro-intestinali (almeno 2 sintomi)  come nausea  e diarrea;<br />
- sintomi sessuali  (almeno un sintomo) come disfunzioni nell&#8217;erezione, dolori eccessivi durante il ciclo mestruale, indifferenza sessuale;<br />
- sintomo pseudo-neurologico (almeno un sintomo) come sintomi di conversione, atassia,, difficoltà a deglutire e disfunzioni sensitive.<br />
La peculiarità di questo disturbo prevede una triade di fattori: il malessere fisico coinvolge più aree, esordisce precocemente risultando gradualmente ingravescente senza la presenza di segni fisici reali , assenza di conferme da parte di analisi di laboratorio che al contrario ci si aspetterebbe!<br />
Bisogna però proporre un&#8217;analisi ben attenta in quanto esistono diverse condizioni mediche che prevedono una sintomatologia vaga e confusa, come la sclerosi multipla,  l&#8217;iperparatiroidismo ecc.<br />
Inoltre non è da escludere una condizione medica generale che rimane comunque indipendente dalla sintomatologia psicosomatica.<br />
Una seconda categoria riguarda il <strong>Disturbo Somatoforme Indifferenziato</strong>. Si giunge alla diagnosi di questo disturbo quando il soggetto presenta un numero di sintomi ridotto rispetto al D. si Somatizzazione e quando le lamentele non durano anni, ma si parte da un periodo minimo di 6 mesi.<br />
Le lamentele fisiche solitamente riguardano: stanchezza eccessiva, disturbi gastro-intestinali e assenza di appetito.<br />
Una terza etichetta è rappresentata dal <strong>Disturbo di Conversione</strong> la cui caratteristica si condensa su un nucleo sintomatico pseudo-neurologico di tipo motorio e sensitivo. Insorgenza e/o esacerbazione sintomatica si legano a fattori psicologici.<br />
La diagnosi richiede la specificazione in base ai sintomi:<br />
con sintomi o deficit motori (alterazione della coordinazione, afonia, ritenzione urinaria, ecc.);<br />
con attacchi epilettiformi o convulsioni;<br />
con sintomi o deficit sensitivi ( mutismo, cecità, diplopia, ecc.);<br />
con sintomatologia mista.<br />
Il disturbo presenta alcune caratteristiche in comune con i disturbi Dissociativi, ad esempio possono essere indotti dalle stesse cause psicologiche.  Questo aumenta la probabilità di una comorbilità tra i due.<br />
Passando alla categoria successiva incontriamo il <strong>Disturbo Algico</strong>, all&#8217;interno del quale il dolore assume importanza diagnostica, in quanto causa nel soggetto menomazione della vita sociale e personale.<br />
Come sappiamo, anche nel D. di somatizzazione è presente il sintomo del dolore, ma quando diventa il fulcro del disturbo, allora si può procedere con tale diagnosi.<br />
Ai fini diagnostici è importante la presenza di un fattore psicologico scatenante, presente anche in associazione con una condizione medica generale.<br />
La sintomatologia può presentarsi sia in maniera acuta (inferiore ai 6 mesi)  sia cronica (superiore ai 6 mesi).<br />
Giungiamo al quinto disturbo, ovvero l&#8217;<strong>Ipocondria </strong>presente a tutte le età specie in età adulta<strong>: </strong>per almeno 6 mesi si ha il terrore e la convinzione ingiustificata, di avere una malattia.<br />
Questa convinzione nasce da un&#8217;erronea interpretazione di alcuni sintomi, solitamente si &#8220;scelgono&#8221; malattie socialmente conosciute.<br />
Le preoccupazioni perdurano nonostante le disconferme da parte di specialisti ed esami di laboratorio.<br />
La diagnosi richiede di specificare se presente scarso insight, ovvero scarsa consapevolezza dell&#8217;eccessività della propria paura.<br />
Al contrario di una Fobia Specifica (di malattia), il soggetto non teme l&#8217;esposizione ad una malattia, ma è convinto di averla già!<br />
Specie in questa sindrome, l&#8217;assenza di disturbo di Personalità, una comorbilità con condizione medica generale, breve durato dei sintomi, sono ottimi indicatori di una prognosi positiva.<br />
Il <strong>Disturbo di Dismorfismo Corporeo</strong>, insorge soprattutto in adolescenza. La preoccupazione del soggetto è riversata su un difetto inesistente, oppure risulta spropositata rispetto  al difetto, tanto da causare disagio sociale, lavorativo e  personale. Infatti il soggetto  ricorre a comportamenti di ipercontrollo, pulizia esagerata, che paradossalmente non sedano l&#8217;ansia ma l&#8217;accentuano fino ad esacerbare  in comportamenti diametralmente opposti: l&#8217;evitare gli specchi, isolamento sociale fino a veri e propri deliri di riferimento, con la paura che gli altri diano o stiano dando eccessiva attenzione al loro difetti.<br />
La presunta deformità devasta e tormenta il soggetto, tanto da ricorrere ad interventi chirurgici<br />
In questi soggetti, specie in presenza di comorbilità con Disturbi Depressivi, il disagio psichico è così invalidante da indurre pensieri intrusivi di suicidio fino a passaggi all&#8217;atto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accenno di intervento.<br />
Il problema della simbolizzazione rende il soggetto incapace di mentalizzare bene sul suo disagio.<br />
Un <strong>approccio psicodinamico a carattere espressivo</strong> aiuterebbe il soggetto ad elaborare il conflitto, piuttosto che a somatizzarlo, e a migliorare il processo di consapevolezza .</p>
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		<title>Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 16:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psichiatrici]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/manus-150x150.jpg" /></div>Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è un disturbo d&#8217;ansia, che colpisce in media due o tre persone ogni 100 al mondo e viene così classificato in quanto le compulsioni di cui si caratterizza svolgono la funzione di prevenire e ridurre gli stati di angoscia del soggetto. Come per gli altri disturbi psichiatrici, anche  nella descrizione di questo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/manus-150x150.jpg" /></div><p><a href="http://towrite.it/wp-content/uploads/manus.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5913" title="manus" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/manus-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è un disturbo d&#8217;ansia, che colpisce in media due o tre persone ogni 100 al mondo e viene così classificato in quanto le compulsioni di cui si caratterizza svolgono la funzione di prevenire e ridurre gli stati di angoscia del soggetto</strong>.</p>
<p>Come per gli altri disturbi psichiatrici, anche  nella descrizione di questo stato patologico, riceve importanza non tanto la presenza di un&#8217;ossessione o di un rituale, bensì la loro <strong>frequenza</strong>.<br />
Infatti all&#8217;interno del DSM, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi  mentali, uno dei criteri (criterio C) utile alla diagnosi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC),  è la <strong>presenza ricorrente e costante di ossessioni e compulsioni tanto da impegnare il paziente almeno un&#8217;ora al giorno</strong>.<br />
La frequenza e l&#8217;<strong>egodistonia</strong> dei due fenomeni (ossessioni e compulsioni) creano un disagio talmente profondo da interferire con la vita personale, relazionale e professionale del soggetto che, pur riconoscendo quasi sempre l&#8217;irragionevolezza dei propri pensieri e dei propri rituali (creiterio B), non ne può fare a meno, in quanto incapsulate in maniera incontrollata all&#8217;interno della propria mente.<br />
Ma cerchiamo di capire più a fondo cosa si intende per ossessioni e compulsioni.<br />
L<strong>&#8216;ossessione</strong> è un pensiero, un&#8217;idea, un sentimento, un ricordo che s&#8217;inserisce con invadenza nella mente dell&#8217;individuo conducendo a stati d&#8217;ansia. Di fronte ciò il soggetto mette in moto altri pensieri ed azioni che hanno il compito di sostituire i fenomeni ansiogeni. E&#8217; da chiarire però che malgrado l&#8217;ossessione sia collegata ad eventi di vita reale, non rientra nella natura di una semplice preoccupazione. Secondo il prof. Roberto Tatarelli l&#8217;ideazione dell&#8217;ossessivo è caratterizzata dall&#8217;identità attribuita dal soggetto a quel confine così diffuso tra probabilità e realizzazione pratica di un evento (2004). A differenza del delirante, l&#8217;ossessivo impugna la spada del condizionale, non cedendo all&#8217;ideazione delirante del &#8220;tutto è possibile&#8221; del paziente  psicotico, ma nonostante conservi consapevolezza della realtà, logorato dal dubbio, sceglie l&#8217;azione come cura alla propria angoscia.<br />
L&#8217;azione delinea l&#8217;altra faccia della medaglia: la<strong> compulsione</strong>. In questo gruppo sintomatico rientrano i rituali che comportano verifiche, pulizie come lavarsi le mani, riordinare, controllare, e le azioni mentali come il pregare, il contare e il ripetere parole, tutti accomunati comunque dal loro effetto sedativo nei confronti dell&#8217;ansia.<br />
La <strong>rigidità</strong> con cui il paziente si abbandono a queste azioni comportamentali e mentali, pur spinta dall&#8217;idea di ridurre uno stato di angoscia, non è realmente così giustificata perché <strong>eccessiva</strong>.<br />
Utile alla diagnosi è anche l&#8217;interazione con gli altri disturbi, spesso ossessioni e compulsioni sono meglio diagnosticabili come sintomi di altri disturbi e non designabili un vero e proprio DOC: secondo il criterio D si procede con la diagnosi di DOC solo qualora ossessioni e compulsioni non siano limitate al fulcro di un altro disturbo (Esempio ossessioni riguardanti il cibo in un Disturbo Alimentare).<br />
E&#8217; vero anche che<strong> la sintomatologia non deve essere spiegata dall&#8217;utilizzo di una sostanza come droghe o farmaci </strong>(criterio E).<strong><br />
</strong></p>
<p>Brevi Informazioni Psicoterapeutiche.<strong><br />
</strong>Studi hanno nel tempo riscontrato una mancata risposta dei soggetti affetti da questo disturbo a psicoterapia psicoanalitica o comunque centrate sull&#8217;insight.<br />
Non è da escludere anche la presenza di un evento scatenante o esacerbante il disturbo. <strong>Gravidanza e preoccupazioni genitoriali sono tra gli stressor più presenti alla base del disturbo</strong>.<br />
Nella maggior parte dei casi <strong>una psicoterapia comportamentale sembra costituire il trattamento psicologico d&#8217;elezione</strong>, con maggiori effetti se associata ad una <strong>farmacoterapia</strong>.<br />
L&#8217;ipotesi rispetto una probabile base biologica del disturbo è stata  corroborata da una maggiore concordanza presente nei gemelli monozigoti rispetto ai gemelli dizigoti e una maggiore prevalenza di DOC nei soggetti affetti da Sindrome di Tourette.<br />
Inoltre diversi studi basati sul confronto tra un gruppo sperimentale (soggetti DOC) e un gruppo di controllo (soggetti sani), hanno individuato nei primi disfunzioni a carico del sistema nervoso centrale.<br />
Oltre alla psicoterapia comportamentale, <strong>approcci psicodinamici</strong>, pur non agendo in maniera diretta sulla sintomatologia, riescono ad attivare miglioramenti nella sfera interpersonale oltre che a ridurre le resistenze nei confronti di una terapia farmacologica.</p>
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		<title>Il prodigio di una bambina che a 4 anni è già artista.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 13:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[News dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[bimbi]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/prodigio-300x190.jpg" /></div>Friedric Schiller scrive: &#8220;l&#8217;uomo è pienamente tale solo quando gioca&#8221;, ma probabilmente per Aelita Andre questo pensiero si rende un tantino inadeguato. A soli 4 anni infatti, mentre la maggior parte dei suoi coetanei impegna la propria attività psichica e cognitiva nel gioco, Aelita dipinge appropriandosi così del titolo di artista più giovane al mondo! [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/prodigio-300x190.jpg" /></div><p><a href="http://towrite.it/wp-content/uploads/prodigio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5538" title="prodigio" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/prodigio-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>Friedric Schiller scrive: &#8220;l&#8217;uomo è pienamente tale solo quando gioca&#8221;, ma probabilmente per Aelita Andre questo pensiero si rende un tantino inadeguato.</p>
<p>A soli 4 anni infatti, mentre la maggior parte dei suoi coetanei impegna la propria attività psichica e cognitiva nel gioco, Aelita dipinge appropriandosi così del titolo di artista più giovane al mondo!<br />
Il gioco è  strumento imprescindibile per lo sviluppo intellettivo, in quanto attraverso esso il bambino si confronta, si sorprende e impara nuove modalità di relazione con l&#8217;esterno. Anche il filosofo Herbert Spencer riprende  l&#8217;importanza del gioco, e lo descrive come attività di scarica dell&#8217;energia posseduta dall&#8217;uomo, ma probabilmente nella piccola artista, l&#8217;energia ha trovato un&#8217;altra modalità d&#8217;azione: la pittura.<br />
Lo sviluppo cognitivo e psichico dipende fortemente anche dalle figure di riferimento che fino all&#8217;ingresso nella scuola sono rappresentate dai genitori. Aelita, infatti è figlia di due artisti, per cui questo avrà sicuramente condizionato sia a livello costituzionale (innato),  sia a livello ambientale (stimoli esterni), l&#8217;emergere di doti che comunque, come affermano i due genitori, non sono mai state forzate.<br />
Secondo i diversi psicologi che hanno affrontato il discorso dello sviluppo affettivo è intorno ai 4 anni che inizia a svilupparsi un&#8217;attività immaginativa e il gioco diventa il più eletto oggetto di proiezione delle proprie dinamiche interne.<br />
Ma se andiamo più a ritroso nella vita dell&#8217;artista, ci accorgeremo con ingenuo stupore che questa capacità è intrinseca in lei fin dall&#8217;età di 2 anni.<br />
L&#8217;origine di tutto risale a quando la madre, di fronte tale espressione artistica, decide di mostrare una tela al curatore di una sua mostra. Questo evento segna l&#8217;ingresso di Aelita nel mondo dell&#8217;arte: prima mostra personale all&#8217;interno della galleria  Bsg di Melbourne. Oggi la biblioteca artistica della piccola australiana vanta 250 opere.</p>
<p>La spontaneità con cui la bambina si è avvicinata all&#8217;arte, si rivela nella libertà con cui la vediamo dipingere, muoversi, sporcarsi all&#8217;interno del suo &#8220;laboratorio&#8221;, dando frutto ad opere astratte, di alto contenuto emotivo e il cui stile si rende punto di tangente tra quello di Jackson Pollock e Salvador Dalì.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="350" height="229" frameborder="0" src="http://www.youtube.com/embed/QZP-uMilV5M"></iframe></p>
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		<title>Perdonare è più facile per le donne.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 12:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/donnea-150x150.jpg" /></div>Dalla ricerca spagnola pubblicata sulla Revista Latinoamericana de Psicologia, emerge che le donne sono maggiormente in grado di superare un torto, al di là che questo sia contestualizzato nell&#8217;ambiente di lavoro o all&#8217;interno di una relazione intima. E&#8217; grazie all&#8217;empatia che la donna riesce a rinunciare al rancore e all&#8217;orgoglio che spesso danneggiano i rapporti, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/donnea-150x150.jpg" /></div><p><a href="http://towrite.it/wp-content/uploads/donnea.jpg"><img src="http://towrite.it/wp-content/uploads/donnea-150x150.jpg" alt="" title="donnea" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-5130" /></a>Dalla ricerca spagnola pubblicata sulla <strong>Revista Latinoamericana de Psicologia</strong>, emerge che le donne sono maggiormente in grado di superare un torto, al di là che questo sia contestualizzato nell&#8217;ambiente di lavoro o all&#8217;interno di una relazione intima.<br />
E&#8217; grazie all&#8217;<strong>empatia</strong> che la donna riesce a rinunciare al rancore e all&#8217;orgoglio che spesso danneggiano i rapporti, per affidarsi ad un processo di &#8220;risanamento&#8221; degli stessi. Il termine empatia si collega a quell&#8217;<strong>atteggiamento per cui l&#8217;individuo riesce a focalizzare la propria attenzione sull&#8217;altro in maniera del tutto libera da preoccupazioni o pensieri personali</strong> e questo rende più facile il contatto con il vissuto emotivo dell&#8217;altro. Il termine deriva infatti dal greco &#8220;εμπαθεια&#8221; e significa &#8220;dentro la sofferenza&#8221;. Come ci si può aspettare, il risultato non è immediato, ma si esplica lentamente come è giusto che sia!<br />
La ricerca ha considerato 140 persone: genitori di età compresa tra i 46 e i 60 anni, e figli di età comrpesa tra i 17 e i 25 anni e i risultati sono stati estrapolati mediante l&#8217;uso di una scala che valuta le capacità di perdonare e un&#8217;altra che individua i fattori che facilitano questo processo.<br />
Sia gli uomini che le donne sono d&#8217;accordo nel collegare il perdono alla mancanza di rancore, ma questo collegamento trova più enfasi nei primi.</p>
<p>Secondo gli psicologi, il perdono implica anche la volontà a perdonare! Riuscire a liberarsi da sentimenti negativi come la rabbia o il senso di vendetta, migliora la propria vita psicologica nonché fisica. <strong>Perdonare significa aprire le porte a sentimenti nuovi e a rimettere in gioco la relazione colpita e dunque se stessi</strong>.</p>
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		<title>Facebook: attacchi d&#8217;asma al diciottenne eliminato dalla ex.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 12:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/drrrr-150x150.jpg" /></div>Il social network più popolato al mondo, raggiunge nel 2010 più di 500 milioni di utenti. Facebook, ruba il posto ad ogni tipo di chat, forum o strumento di comunicazione come gli sms, tanto che spesso chi non vi è registrato viene tagliato fuori dai discorsi, o si sentirà lui stesso estraneo a ciò che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/drrrr-150x150.jpg" /></div><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4611" title="drrrr" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/drrrr-150x150.jpg" alt="drrrr" width="150" height="150" />Il social network più popolato al mondo, raggiunge nel 2010 più di <strong>500 milioni di utenti</strong>.</p>
<p><strong>Facebook</strong>, ruba il posto ad ogni tipo di chat, forum o strumento di comunicazione come gli sms, tanto che spesso chi non vi è registrato viene tagliato fuori dai discorsi, o si sentirà lui stesso estraneo a ciò che accade in quella che oggi possiamo definire una &#8220;<strong>vita parallela</strong>&#8221; .<br />
Immagini, link, post, un <strong>mondo condiviso</strong> e che si ripete nelle home di ogni utente, capace di sapere tutto quello che c&#8217;è da sapere, grazie allo sfrenato desiderio che oggi le gente esprime nel voler <strong>dire e far sapere tutto</strong> di sé, a volte o spesso, anche in maniera mascherata.<br />
Facebook oggi si erige a termine d&#8217;elezione per definire il contrario di discrezione e riservatezza. Tramite esso viene a crearsi un mondo quasi totalmente fittizio, dove non c&#8217;è proporzione tra millantatori e riservati.</p>
<p>Ed è nell&#8217;era facebookiana che insorge e aumenta la <strong>psicolabilità </strong>della gente, che dal social network dipende, e perciò sempre da lui dipende la salute mentale o l&#8217;<strong>instabilità psichica</strong>.<br />
Accade ad un ragazzo di 18 anni, un ragazzo come tanti altri, probabilmente molto più <strong>dipendente da facebook</strong> nell&#8217;ultimo periodo, per cause intimamente personali, come accade spesso a chi viene lasciato dalla propria ragazza (o dal proprio ragazzo). Da allora il diciottenne si sarà sicuramente servito del social network in maniera altamente <strong>compulsiva</strong>, per mantenere un contatto con la vita della ragazza e aggiornarsi propabilmente anche sullo stato personale (&#8220;single&#8221;, &#8220;impegnato&#8221;, &#8220;fidanzato ufficialmente&#8221;, ecc.).<br />
Da quando era stato eliminato, bloccato dalla sua ex, il ragazzo è caduto in uno stato depressivo, ma successivamente era riuscito a rientrare nella lista amici della ex, creandosi un nuovo profilo (falso).<br />
Però, ogni qualvolta entrava nella pagina della ex-fidanzata, veniva colto da un attacco d&#8217;asma.<br />
Il caso viene oggi studiato dall&#8217;<strong>Ospedale Cardarelli di Napoli</strong>.<br />
Grazie all&#8217;aiuto di uno psichiatra, il diciottenne è stato oggi dissuaso a entrare nel social network per un periodo di tempo.</p>
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		<title>SIAMO NOI</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felice falabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div>Avere passione nella vita ci spinge a dare sempre il meglio e a volere il meglio! Bisognerebbe sempre cercare una passione perchè è ciò che ci tiene vivi e ci sostiene.  Un qualcosa che riguarda solo noi, che rimane nonostante i cambiamenti, che, magari, si evolve nel corso del tempo ma non sparisce, non si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p style="text-align: justify">Avere passione nella vita ci spinge a dare sempre il meglio e a volere il meglio! Bisognerebbe sempre cercare una passione perchè è ciò che ci tiene vivi e ci sostiene.  Un qualcosa che riguarda solo noi, che rimane nonostante i cambiamenti, che, magari, si evolve nel corso del tempo ma non sparisce, non si affievolisce, anzi cresce e si fortifica. Nell&#8217;istante in cui la scopriamo, ci ritroviamo catapultati in un altro mondo, in una realtà che ci regala soddisfazione e fierezza. E&#8217; come trovare la propria strada, riuscire ad identificarci e animarci.</p>
<p style="text-align: justify">La ricerca di una passione è, alla fine, anche ciò che ci riconduce a noi e il praticarla porta a conoscerci sempre di più.</p>
<p style="text-align: justify">Come essere umani siamo soggetti alle passioni più incontrollabili, però in pochi trovano la piena realizzazione in queste.<br />
In un mondo dove ci si perde di vista e ci si rende conto sempre più tardi delle cose realmente importanti è puntualmente più difficile sottrarsi alla noia, alla routine di un lavoro o di giornate sempre troppo piene!<br />
Quando si ha il tempo per riflettere un pò, ci si rende conto che tutto quello che è stato fino ora, non ha portato a nulla e ci si ritrova con un pugno di mosche ed un vuoto, molto spesso, difficile da riempire. Il problema si pone quando si comincia a credere di non aver alcun interesse, ci si sente trascinati dagli eventi come degli spettatori di fronte ad un film che, della trama, non possono cambiare nulla. Si rimane passivi per poi arrivare a guardarsi indietro nell&#8217;impossibilità di recuperare anni preziosi commettendo l&#8217;errore di rimurginare nel passato e non guardare al futuro che stiamo già costruendo e vivendo.</p>
<p style="text-align: justify">La soluzione è quella di non arrendersi mai, di cercare la nostra passione, di trovare noi stessi, senza farci distogliere dagli ostacoli che naturalmente incontriamo lungo il percorso. Avere coraggio delle proprie scelte, sentirsi vivi è qualcosa che nessuno può toglierci; è ciò su cui poter sempre contare al di là di tutto SIAMO NOI!</p>
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		<title>LO STRESS, OVVERO LA RISPOSTA BIOPSICHICA DI ADATTAMENTO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[adrenalina]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/images4.jpg" /></div>Quando si parla di stress, nel linguaggio e per il senso comune, ci si riferisce ad una condizione prettamente negativa. In realtà l&#8217;accezione negativa del concetto di stress è espressa dalla parola distress. Il concetto di stress infatti, è di per se stesso neutro: si riferisce alla risposta dell&#8217;organismo ad una condizione di pressione da parte [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/images4.jpg" /></div><p style="text-align: justify"><img class="alignright size-full wp-image-3136" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/images4.jpg" alt="images" width="164" height="171" />Quando si parla di <strong>stress</strong>, nel linguaggio e per il senso comune, ci si riferisce ad una condizione prettamente negativa. In realtà l&#8217;accezione negativa del concetto di stress è espressa dalla parola <em>distress. </em><span style="font-style: normal">Il concetto di stress infatti, <strong>è di per se stesso neutro</strong>: si riferisce alla risposta dell&#8217;organismo ad una condizione di pressione da parte dell&#8217;ambiente (ma anche dell&#8217;organismo stesso, come nel caso di una malattia). Lo stress “buono”, cioè quello in risposta ad eventi della vita considerati e vissuti come positivi, ma che richiedono una forte risposta di adattamento, è definito </span><em>eustress </em><span style="font-style: normal">(ne sono esempio il matrimonio, la nascita di un figlio ecc.)</span><em>. <span style="font-style: normal">Nel momento in cui <strong>il nostro sistema bio-psichico</strong> viene sottoposto a pressioni, stimoli cioè che comportano un cambiamento, sia esso negativo che positivo, a livello organico avviene una modificazione dei nostri parametri, per effetto di un&#8217;immediata risposta di quella parte molto antica, arcaica, del nostro sistema nervoso: il sistema neurovegetativo, responsabile di funzioni fondamentali per la nostra vita e indipendenti dalla volontà (per questo definito anche sistema nervoso autonomo). Di fronte ad un agente stressore, o </span><em>stressor, </em><span style="font-style: normal">l&#8217;attivazione del sistema neurovegetativo determina la produzione di un noto ormone, l&#8217;<strong>adrenalina</strong>, che entra in gioco nelle varie trasposizioni di quelle che sono le reazioni più primitive di sopravvivenza: attacco o fuga.</span></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-style: normal"><strong><span style="font-style: normal">Di seguito sono elencati i maggiori effetti dello stress cronico sul nostro organismo</span></strong></span></em></p>
<ol>
<li>
<div style="text-align: justify"><em><span style="font-style: normal"><strong><span style="font-style: normal"> </span></strong></span></em><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">A </span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">livello endocrino</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> si verifica una disfunzione nella secrezione di alcuni ormoni (in particolare serotonina, noradrenalina e dopamina).</span></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Lo stress ha un&#8217;</span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">azione immunosoppressiva</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> attraverso la produzione di noradrenalina e cortisolo da parte delle ghiandole surrenali: è favorita perciò l&#8217;insorgenza di malattie.    </span></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Il </span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">processo di senescenza</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> si avvia anticipatamente rispetto al programma genetico dell&#8217;organismo.    </span></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Effetti a </span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">livello cardiovascolare</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: none"><span style="font-weight: normal"> (es. tachicardia,extrasistole,ipertensione).    </span></span></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify"><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: none"><span style="font-weight: normal">Effetti a </span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">livello polmonare</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: none"><span style="font-weight: normal"> (es. asma bronchiale, iperventilazione, dispnea).    </span></span></span></div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Effetti a </span></span><span style="font-style: normal"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: normal">livello gastrointestinale</span></span></span><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> (es. colon irritabile, ulcera, dispepsia).</span></span></div>
</li>
</ol>
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		<title>I ricordi negativi servono per essere felici.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[amnesia]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/memoria-300x255.jpg" /></div>Un&#8217;equipe di neuroscienziati dell&#8217;Università dello Iowa (USA) diretta da Justin Feinstein, ha selezionato 10 persone, 5 delle quali affette da una particolare forma di amnesia ossia l&#8217;incapacità di elaborare nuovi ricordi causata da un danno all&#8217;ippocampo (parte del cervello coinvolta nella memoria e nella navigazione spaziale). A tutti i soggetti sono stati poi mostrati alcuni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/memoria-300x255.jpg" /></div><p style="text-align: justify"><span><img class="alignleft size-medium wp-image-3054" src="http://towrite.it/wp-content/uploads/memoria-300x255.jpg" alt="memoria" width="210" height="179" />Un&#8217;equipe di <strong>neuroscienziati dell&#8217;Università dello Iowa (USA) diretta da Justin Feinstein</strong>, ha selezionato 10 persone, 5 delle quali affette da una particolare forma di amnesia ossia l&#8217;incapacità di elaborare nuovi ricordi causata da un danno all&#8217;ippocampo (parte del cervello coinvolta nella memoria e nella navigazione spaziale). A tutti i soggetti sono stati poi mostrati alcuni spezzoni di filmmolto tristi.<br />
Dieci minuti dopo i ricercatori hanno testato le emozioni di tutti e<strong> 10 i volontari</strong> e hanno scoperto che mentre i soggetti sani sembravano aver superato il ricordo malinconico dei film, gli amnesici rimanevano tristi a lungo, pur faticando a ricordare che cosa avesse fatto scattare in loro questo stato d&#8217;animo.<br />
Lo stesso esperimento è stato quindi ripetuto questa volta proponendo scene di film divertenti i risultati sono stati simili, tranne che in un punto: <strong>le emozioni negative registrate dopo la visione della prima serie di proiezioni, duravano negli amnesici molto più a lungo</strong> di quelle positive del secondo esperimento. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Ora secondo gli studiosi la spiegazione potrebbe essere che l&#8217;abilità di immagazzinare i ricordi tristi e rifletterci aiuti in ad alleviare le emozioni negative che ne derivano. <span style="color: #000000"><strong></strong></span>Ma c&#8217;è anche chi, in seguito a traumi cerebrali o patologie degenerative  ha perso questa possibilità e percio&#8217; non riuscendo a ritrovare nella sua memoria la ragione della propria sofferenza, ne paga comunque le conseguenze in termini emotivi. </span><span>Feinstein ha concluso quindi che le </span><span>persone con problemi di memoria vanno tenute in molta considerazione perchè anche se non ne ricordano il motivo loro la tristezza dura più a lungo di quella degli altri. </span></p>
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		<title>Dimenticare l&#8217;ex in 20 mosse</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div>1. Imparate dai vostri errori. Il vostro ex fidanzato era un bugiardo traditore, o uno che cercava di controllare la vostra vita? Questo non vuol dire che il prossimo sarà uguale (si spera!!). La sola cosa che dovete fare è ripensare al passato, comprendere i vostri errori e trarne insegnamento. 2. Sesso con l&#8217;ex. Vi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><div style="text-align: justify"><strong>1. Imparate dai vostri errori.<br />
</strong>Il vostro ex fidanzato era un bugiardo traditore, o uno che cercava di controllare la vostra vita? Questo non vuol dire che il prossimo sarà uguale (si spera!!). La sola cosa che dovete fare è ripensare al passato, comprendere i vostri errori e trarne insegnamento.</div>
<p><strong>2. Sesso con l&#8217;ex.</strong><br />
Vi sentite sole? Non è credibile. Probabilmente sperate in una riconciliazione, ma per lui non è che un attimo di piacere. Fatevi un favore ed evitate a tutti i costi di andare a letto con lui perché ha il solo effetto di prolungare la vostra agonia.</p>
<p><strong>3. Sfogatevi con i vostri amici.</strong><br />
Lamentatevi, disperatevi e frignate pure con i vostri amici, ma quando riprenderete a uscire con uomini nuovi, evitate di passare il tempo a lamentarvi dei maschi, perché dareste l&#8217;impressione di essere pesante, oltre che di detestare gli uomini.</p>
<p><strong>4. Soffrite e passate oltre.</strong><br />
Prendetevi il tempo che vi serve per dimenticare il vostro ex; non tentate di opporvi alla sensazione di essere state rifiutate, alla depressione e alla rabbia, poi fate un respiro profondo e preparatevi a tornare nella mischia.</p>
<p><strong>5. Non fate di tutta l&#8217;erba un fascio.</strong><br />
È facile convincersi che tutti gli uomini siano uguali, ma è un meccanismo logorante che vi renderà più difficile fidarvi dell&#8217;uomo di cui prima o poi vi innamorerete. Evitate a tutti i costi le generalizzazioni.</p>
<p><strong>6. Non trascinate il passato nel presente.</strong><br />
Ossia, non prendetevela con il vostro fidanzato attuale per quello che avete passato con quello precedente. Alcuni segnali potrebbero essere campanelli d&#8217;allarme, ma cercate di concentrarvi sempre sul presente e non su quanto è stato.</p>
<p><strong>7. Non diventate vittime delle storie fallite.</strong><br />
Non è vero che gli uomini vi pianteranno sempre; siete state solo sfortunate, come capita a tutti gli altri single. Non ci sono persone senza ferite quando si tratta d&#8217;amore, questo è importante da capire per evitare di sentirvi vittime.</p>
<p><strong>8. Sforzatevi di uscire con altri uomini.</strong><br />
Uscire con gli uomini diventa più facile man mano che lo si fa, perciò, se è da un po&#8217; che avete smesso di conoscere uomini nuovi, la prospettiva potrà sembrarvi deprimente. Tuttavia, sforzarsi di uscire è il modo più efficace per dare una rinfrescata alle vostre doti seduttive e ricordarvi che avete parecchio da offrire agli uomini di questo mondo.</p>
<p><strong>9. Dite a tutti che avete voglia di conoscere altri uomini.</strong><br />
Non c&#8217;è proprio nulla di male a far sapere che siete tornate disponibili e neppure ad accettare che qualcuno organizzi appuntamenti alla cieca per voi. Ditelo ai vostri amici più cari e metteteli al lavoro per farvi conoscere gente.</p>
<p><strong>10. Non chiamate il vostro ex nel cuore della notte.</strong><br />
Non chiamatelo neppure se siete alterate, vi sentite sole o avete passato un giorno infernale quando lui ha compiuto gli anni. Per quanto possa sembrarvi difficile, dovete sganciarvi da lui e dal bisogno di parlargli quando vi succede qualcosa di bello o brutto.</p>
<p><strong>11. Reinventatevi.</strong><br />
Avete notato quante donne si tagliano i capelli dopo la fine di una storia? Non lo fanno per punirsi, ma per rinnovarsi. È un metodo un po&#8217; drastico che potete valutare, ma potrebbe bastare anche dedicarvi a cose che volete fare da tanto tempo e avete sempre dovuto rimandare.</p>
<p><strong>12. Dite di sì.</strong><br />
Accettate tutti gli inviti che ricevete. È il momento di tornare alla vita sociale, non solo per conoscere uomini, ma anche per farvi ricordare che si può avere un&#8217;esistenza ricca e piacevole anche senza un fidanzato.</p>
<p><strong>13. Fidatevi di voi stesse.</strong><br />
Fidatevi di voi stesse quando si tratterà di prendere decisioni su storie future. Dopo una rottura, si è portate a pensare di non essere in grado di giudicare le persone e di essere finite in una storia fallimentare per questo. Dimenticare la delusione vi permetterà di tornare ad avere fiducia in voi stesse.</p>
<p><strong>14. Ricordatevi dei vostri successi passati.</strong><br />
Siete particolarmente giù di morale? Prendete un foglio di carta e una penna e fate un elenco di tutti i vostri successi del passato, professionali e personali, come quella volta che siete riuscite ad avere un bacio da un uomo straordinariamente attraente, o quell&#8217;amica che vi ha detto che siete fantastiche.</p>
<p><strong>15. Guardate un film romantico.</strong><br />
Non per sprofondare nella depressione, ma per tirarvi su e tornare a sperare. Magari pensate che i film d&#8217;amore siano sdolcinati, ma in effetti sono un buon metodo per aiutarvi a ricordare cosa volete veramente, soprattutto se vi sentite giù e avete paura di non innamorarvi mai più.</p>
<p><strong>16. Fate la prima mossa.</strong><br />
Se le rotture possono insegnare qualcosa, di certo s&#8217;impara che non vale la pena di stare ad aspettare che l&#8217;amore bussi alla porta; meglio darsi una mossa e cogliere le occasioni che si presentano. Non importa se toccherà a voi fare il primo passo, mettere un annuncio su un sito di internet dating o quant&#8217;altro, basta che funzioni.</p>
<p><strong>17. Cancellate la data di scadenza.</strong><br />
Avete una certa età, perciò credete che il prossimo uomo debba per forza essere quello giusto. Questo modo di pensare è perfetto per collezionare delusioni, per indurvi a scegliere l&#8217;uomo sbagliato o per buttarvi giù dopo ogni appuntamento mal riuscito. Ricordatevi che sulla vostra confezione non c&#8217;è la data di scadenza, e che avete tutto il tempo del mondo per trovare la vostra anima gemella.</p>
<p><strong>18. Sviluppate un progetto di vita.</strong><br />
Quali risultati volete raggiungere nei prossimi sei mesi? Preparate un elenco di obiettivi personali, sentimentali, professionali e concentratevi per raggiungerli. È un modo efficace per distogliere l&#8217;attenzione dalla sofferenza della rottura e vi farà anche sentire motivate a ottenere ciò che desiderate.</p>
<p><strong>19. Apritevi all&#8217;amore.</strong><br />
Sembra ovvio, ma quanto siete disponibili per un nuovo amore? Ve la sentite di innamorarvi, uscire con un uomo, e fidarvi di qualcun altro? Oppure siete troppo prese a verificare i motivi per cui chiunque non fa per voi? Date qualche chance all&#8217;amore, cos&#8217;avete da perdere?</p>
<p><strong>20. Imparate ad apprezzare gli uomini.</strong><br />
Ad apprezzarli come amici, oltre che come potenziali fidanzati. Più amici maschi avrete, minore sarà il rischio di idealizzare gli uomini; vi sarà anche più facile frequentarli con serenità, anche loro si sentiranno a loro agio con voi e poi chissà cosa potrà succedere!</p>
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