Come l’aria prende forma nelle sculture di Calder.

Published On 5 febbraio 2010 » 133 Views» By Polluxwriter » Arte
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calder-1Fino al 14 febbraio è possibile ammirare a Roma le opere di Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale 194. Per presentarvi l’artista nel miglior modo possibile riportiamo quì di seguito i passi tratti dalla presentazione del curatore Alexander S.C Rower.
Calder (Lawnton 1898 – New York 1976) fu l’autore dei Mobile, icone tra le più celebri della modernità. Esuberanza,allegria, vigore e umorismo inteso come forza vitale, questi i tratti assegnati a Calder da J.J. Sweeney nel catalogo della retrospettiva al Museum of Modern Art di New York nel 1943, la mostra che consacrò l’artista tra i principali interpreti del suo tempo. Dopo un laurea in ingegneria, gli studi all’Art Students League di New York e una protratta immersione nell’avanguardia parigina durante gli anni venti, nel decennio successivo Calder realizzò i suoi primi Mobile, cui fu Marcel Duchamp a dare il nome.
In queste sculture, destinate a essere investite da un’enorme popolarità, l’artista armonizzò forma, colore e movimento in un insieme essenziale, concepito dallo stesso Calder come un “universo”, nel quale “ogni elemento può muoversi, spostarsi, oscillare avanti e indietro in un rapporto mutevole con ciascuno degli altri elementi”.
Al Palazzo delle Esposizioni sono esposte oltre centocinquanta opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private e daòòa Fondazione Calder, articolate in un itinerario cronologicomirato a indagare l’intero percorso creativo dell’artista. E’ in mostra una cospicua selezione dei suoi lavori più importanti, comprese alcune delle sculture esposte al Museum of Modern Art nel 1943. Sono, inoltre, presentati anche aspetti meno noti del suo lavoro, con gruppi di opere raramente visibili dal grande pubblico. Aprono il percorso espositivo le sculture in filo di ferro (Wire Sculpture) di acrobati, animali e ritratti, realizzate soprattutto negli anni venti a Parigi, in alcune dele quali per la prima volta è contemplato il movimento in una dimensione di divertita ironia.
Una serie meno nota di piccoli bronzi del 1930 con figure di contorsionisti e acrobati permette di osservare come l’artista abbia alexander_calderdeclinato l’idea di movimento tramite la sperientazione di tecniche diverse. L’adesione di Calder all’astrattismo, avvenuta dopo la visita allo studio parigino Mondrian, è documentata da un’importante selezione di opere. Attraverso alcuni capolavori realizzati intorno alla metà degli anni trenta,si può seguire linteresse di Calder per le forme biomorfiche e la sua vena surrealista. Focus della mostra sono i Mobile che l’artista ha realizzato durante l’intero arco della sua attività, lavorando artigianalmente le lastre di metallo di fattura industriale. Ugualmente, è esposta una significativa selezione di Stabile, le sculture da terra così nominate da Hans Arp. La pittura, che l’autore ha espresso soprattutto attraverso il mezzo agile e dinamico della gouache su carta, è documenta nel suo sviluppo cronologico.
La mostra si conclude con due distinte sezioni: una dedicata ai film d’autore su Alexander Calder nella quale sono proiettati film di Hans Richter (1948), Herbert Matter (1950) e Carlos Vilardebo (1961) e un’altra alle fotografie di Ugo Mulas sull’artista.

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