GENIO, FANTASIA, AUDACIA: LE OPERE DI CALATRAVA

Published On 11 gennaio 2010 » 1044 Views» By Alice Bergamin » Arte
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calatrava_tenerife_opera_house_02Viste le tragedie che hanno colpito l’Italia nel 2009, suona strana la prospettiva dell’architetto Calatrava di donare leggerezza, vuoti e sospensioni in un’opera architettonica. Viene giustamente da chiedersi se l’opera reggerà, se la struttura è portante, se il sistema durerà nel tempo; visto che nulla finora è successo, il suo genio può liberamente librarsi attraverso la fama mondiale che giustamente propagano le sue creazioni.
Santiago Calatrava Valls è un architetto, ingegnere, artista, visionario nato a Valencia, in Spagna, nel 1951, autore, tra le altre, di alcune opere riconosciute a livello mondiale: il ponte Alamillo a Siviglia, la città delle arti e delle scienze a Valencia, il ponte de la mujer a Buenos Aires, il ponte della costituzione a Venezia, il complesso olimpico ad Atene e il ponte della ferrovia leggera a Gerusalemme.
La sua idea fondamentale di voler dare movimento ad una struttura statica nasce non solo dalla considerazione che un’opera architettonica ha la funzione di essere un contenitore per la circolazione di persone ed oggetti, ma ha radici bibliche, nella fattispecie nella “colonna di nube” che cala di fronte a Mosè all’ingresso del tabernacolo, che ben descrive le numerose colonne tortili dell’ordine salomonico assai presenti in Spagna, sua patria natia.
Ma le opere del sorprendente architetto valenciano richiamano alla memoria anche l’immagine meccanicistica del mondo perpetrata dalla tradizione ellenistica, che si è esplicata attraverso la creazione di variegati giardini, spettacoli pirotecnici e giochi d’acqua nelle fontane dei giardini europei tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Tali mirabilia in Calatrava sono rappresentati dalle parti mobili dei suoi edifici, in cui meccanismi semplici ma ingegnosi lasciano di stucco gli spettatori: un movimento fluttuante nella piazza delle nazioni nella zona olimpica di Atene richiama simbolicamente lo sventolio delle bandiere dei paesi partecipanti; il calcestruzzo, elemento di per sé duro e pesante, diventa leggero quando utilizzato per creare un’ala di uccello che si dispiega nell’aria nella stazione ferroviaria dell’aeroporto di Lione.
Viste tali premesse, la curiosità degli estimatori di Calatrava è assai alta per la sua prossima creazione: la stazione di Reggio Emilia, che forse permetterà a questa città di fare un passo avanti nella sua emancipazione dalle cittadine illustri dalle quali per troppo tempo è stata nascosta e, forse, succube.

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