I 6 fattori che stimolano le nostre funzioni cognitive.

Published On 3 febbraio 2011 » 938 Views» By Simona » Scienza
 0 stars
Registrati to vote!

Le nostre funzioni cognitive come sappiamo, dipendono totalmente dalle sinapsi stabilite tra gli oltre 100 miliardi di neuroni di cui è formato il cervello umano. Per anni la farmacologia in connessione con le neuroscienze, ha studiato e studia gli effetti di farmaci stimolanti sulle funzioni cerebrali. Le ultime ricerche snobbano qualsiasi tipo di farmaco stimolante, di vitamina o di esercizio considerato utile al nostro bagaglio intellettivo.
Gli indovinelli matematici, gli enigmi, i rompicapo, sono tutte tecniche che inducono il soggetto a rinforzare le abilità legate alla soluzione di questo tipo di compiti, non lo rendono più intelligente. Inoltre se il processo di invecchiamento conduce alla morte cellulare (neuroni), è utile sapere anche che ogni giorno nel nostro cervello nascono 250 mila nuovi neuroni.
Noi e il nostro stile di vita possiamo migliorare questo processo di continua rigenerazione e aggiornamento neuronale anche senza l’aiuto di stimolanti! La statunitense neurobiologa Tracey J. Shors, grazie ad alcuni esperimenti sui topi, ha scoperto che se non impariamo qualcosa di nuovo, neuroni appena nati muoiono nel giro di due settimane!
L’apprendimento è l’alimento prediletto per la struttura cerebrale dell’uomo. Apprendere significa rinvigorire i vecchi meccanismi e aggiungerne degli altri. Per apprendimento, badate bene, non bisogna però pensare unicamente a materie prettamente scolastiche e teoriche, ma dobbiamo considerare tutto lo spettro delle attività psicofisiche possibilmente presente nella nostra vita. Prendiamo il caso dell’imparare un ballo o della capacità dell’uomo di vivere in luoghi diversi: l’adattamento, sono tutte sfaccettature della nostra vita che implicano una sequenza di fasi: l’apprendimento.
E‘ proprio su queste basi che la rivista Scientific American ha estrapolato quei fattori capaci di stimolare le nostre facoltà mentali: attività fisica, dieta, videogames, caffè, musica e meditazione.
Andiamo per ordine, l’attività fisica: diversi studi e ricercatori si trovano d’accordo nell’affermare che l’attività motoria, conduce alla nascita di nuovi neuroni nell’ippocampo, zona del cervello che assolve funzioni importanti nella memoria e nell’orientamento spaziale. E’ stato anche provato che l’attività motoria ha chiari effetti sul linguaggio, probabilmente perché l’ippocampo si trova vicino all’area di Broca: parte dell’emisfero sinistro coinvolta nell’elaborazione e comprensione del linguaggio.
Inoltre l’esercizio ha effetti benefici sulle cosiddette funzioni esecutive: pianificazione, esecuzione e svolgimento di più compiti contemporaneamente; favorisce il ritmo sonno-veglia riducendo la demenza. L’esercizio fisico rinvigorisce le funzioni cognitive anche negli anziani: un anno di attività fisica in un settantenne, favorisce connessioni cerebrali simili a quelle di un trentenne; mentre nei più giovani, secondo Art Kramer dell’Università dell’Illinois, una passeggiata di 45 minuti al giorno, per tre volte a settimana, migliora del 20% funzioni come memoria ed esecuzione di compiti.
Nella Dieta vengono evidenziate le noci, i mirtilli e spinaci come alimenti più buoni per il cervello. Ridurre i grassi animali, che favoriscono il colesterolo, che aumentano il rischio di demenza nell’uomo e inducono scarse prestazioni in memoria e apprendimento nei topi. Ma il cervello è in gran parte grasso, infatti è bene assumere un tipo di grassi fin da piccoli: tra i lipidi suggeriti vengono nominati gli omega 3 presenti nel pesce, nelle noci e nei semi. Carenza di queste sostanze favoriscono Alzheimer, disturbi dell’umore e schizofrenia. Al primo posto compaiono anche frutta e verdura: importantissimi perché ricchi di antiossidanti, un toccasana per memoria e apprendimento.
I Videogames, nonostante la stupore sicuramente destato nei lettori, se usati bene e con maturità, aumentano persino la materia grigia! Lo studio condotto dall’associazione americana Mind Research Network ha proposto alle proprie “cavie” (un gruppo di ragazzi) di dedicare 30 minuti al giorno, per tre mesi, al gioco tetris, constatando successivamente l’aumento dello spessore della corteccia cerebrale. I videogames, se utilizzati con intelligenza possono aumentare la percezione visiva, al contrario causano dipendenza.
Il Caffè, uno stimolante capace di aumentare la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, ritmo respiratorio e stato di allerta, migliorando la memoria a breve termine e i tempi di reazione. Ovviamente queste prestazioni vengono riscontrate nei casi in cui non si eccede, in quanto alte dosi di caffeina causano spesso ansia, irritabilità, tremori e insonnia.
La Musica: se nei musicisti la corteccia motoria e il cervelletto sono più sviluppato ci sarà un motivo! Secondo lo psicologo canadese Glenn Schnellenberg la musica (solo quella che ci piace) aumenta le nostre capacità intellettive, e questo si amplifica in chi impara uno strumento. Inoltre induce una maggiore crescita nel corpo calloso, un fascio di fibre che si trova tra i due emisferi, migliorandone la comunicazione.
La Meditazione, praticarla con regolarità aumenta funzioni come l’attenzione e la concentrazione. Inoltre chi applica questa tecnica mostra picchi di attività nella corteccia cerebrale sinistra, associata a emozioni positive, oltre ad aumentare i collegamenti tra i neuroni e ad incrementare le cellule gliali, cellule che si trovano nel sistema nervoso con funzioni nutritive.

Share this post
Tags

About The Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *