I cortometraggi di danza: musica, movimento, sensazioni, colori

Published On 13 novembre 2009 » 135 Views» By Alice Bergamin » Arte
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Gitta Wigro è una ragazza danese di nascita e cittadina europea per vocazione, curatrice del progetto Video Dance (Moving Virtual Bodies); essa ha dato una definizione illuminante dei cortometraggi di danza: “sono simili alla poesia: ogni suono, immagine, parola colpiscono in maniera diretta la persona, donando una sensazione istantanea e invitando al contempo a ricercare ciò che ci sta sotto, secondo i sentimenti del momento e le esperienze personali passate”. I filmati brevi, infatti, hanno una caratteristica peculiare: lo spettatore è colpito da un susseguirsi di istantanee in movimento, in cui ogni singola forma espressiva può regalare un’emozione diretta che sollecita un pensiero verso qualcosa di nascosto e inconscio, positivo o negativo. Oltre a ciò, quelli presentati dalla Wigro chiarificano che la danza può esplicitarsi anche in modi diversi dalle forme di balletto classicamente riconosciute: è anche un inarcamento di sopracciglio, un guanto nero di felpa che si muove ritmicamente seguendo la corsa della persona che l’ha calzato, una sottoveste rossa di seta che ondeggia sopra gambe flessuose, movimenti umani appositamente rallentati, una bocca mimante un urlo, la piega di una gonna, la fiammata provocata da gambe danzanti ricoperte da calzoni arancioni. La danza quindi diventa una sommatoria di colori, movimenti e musiche, che dona sensazioni, stimoli e coinvolgimento.

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Inoltre, dal momento che il tempo a disposizione per questi filmati è ristretto, le coreografie devono essere molto rapide e, perciò, pur volendo narrare pensieri molto intensi e talora contorti, hanno un’esplicitazione visiva diretta e concentrata.
Il progetto di Gitta Wigro è presentato in Veneto grazie alla collaborazione di Roberto Casarotto, curatore di Opera Estate Festival Veneto e sarà presente in varie città italiane nei mesi a seguire.

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