I Disturbi Somatomorfi.

Published On 24 agosto 2011 » 964 Views» By Simona » Psicologia
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Quanti volte riusciamo ad aprire un dialogo introspettivo con noi stessi e quante invece preferiamo scaricare tutto sul nostro corpo?
Forse perchè il disagio fisico fa meno paura di quello mentale, più confuso, paradossale, imbarazzante e incomprensibile, ci troviamo molto più spesso a lamentarci di problemi fisici, senza trovare alcuna giustificazione medica.
In psichiatria questo tipo di “scorciatoia” si cristallizza in una vera e propria classe diagnostica sotto il nome di Disturbi Somatomorfi che richiamano l’attenzione clinica della Psicosomatica, quella branca a metà strada tra medicina e psicologia, che indaga sulla relazione tra soma e psiche.
Questa tipologia di disturbi rappresenta una classe diagnostica abbastanza etorogenea, ma con una componente comune che la caratterizza: la presenza di sintomi somatici in assenza di cause mediche generali! La sintomatologia inoltre non è indotta dall’uso di sostanze, come droghe e fermaci, e manca l’intenzionalità presente nella Simulazione e nei Disturbi Fittizzi.

Il quadro sintomatico rientra nell’area nevrotica ed è causata da un’incapacità del soggetto di mentalizzare. Questo “bias” lo induce a operare inconsciamente uno spostamento del conflitto dal paino mentale a quello somatico.

Le aree maggiromente interessate dal sintomo sono: apparato gastrointestinale (es. ulcere, coliti); apparato respiratorio (es. asma); apparato urogenitale (es. dolori mestruali, eiaculazione precoce); apparato cardiocircolatorio (es. ipertensione e tachicardia); pelle (es. dermatite, psoriasi); sistema muscolare (es. crampi, mialgia).

Sotto la stessa etichetta diagnostica troviamo 6 categorie, più una che comprende quadri sintomatici non specifici.
La prima categoria presentata dal DSM-IV-TR è il Disturbo di Somatizzazione (storicamente ci si riferiva a questo disturbo col termine “isteria” e “Sindrome di Briquet”) caratterizzato da un  gruppo sintomatico che insorge prima dei 30 (i primi sintomi fisici sono riscontrabili anche in età adolescenziale), causando grave compromissione sociale, personale e professionale del soggetto.
Le manifestazioni sintomatiche durano anni e si focalizzano su 4 aree principali:
– sintomi dolorosi (almeno 4 sintomi) in quattro aree diverse del corpo, come testa, addome, schiena e arti;
– sintomi gastro-intestinali (almeno 2 sintomi)  come nausea  e diarrea;
– sintomi sessuali  (almeno un sintomo) come disfunzioni nell’erezione, dolori eccessivi durante il ciclo mestruale, indifferenza sessuale;
– sintomo pseudo-neurologico (almeno un sintomo) come sintomi di conversione, atassia,, difficoltà a deglutire e disfunzioni sensitive.
La peculiarità di questo disturbo prevede una triade di fattori: il malessere fisico coinvolge più aree, esordisce precocemente risultando gradualmente ingravescente senza la presenza di segni fisici reali , assenza di conferme da parte di analisi di laboratorio che al contrario ci si aspetterebbe!
Bisogna però proporre un’analisi ben attenta in quanto esistono diverse condizioni mediche che prevedono una sintomatologia vaga e confusa, come la sclerosi multipla,  l’iperparatiroidismo ecc.
Inoltre non è da escludere una condizione medica generale che rimane comunque indipendente dalla sintomatologia psicosomatica.
Una seconda categoria riguarda il Disturbo Somatoforme Indifferenziato. Si giunge alla diagnosi di questo disturbo quando il soggetto presenta un numero di sintomi ridotto rispetto al D. si Somatizzazione e quando le lamentele non durano anni, ma si parte da un periodo minimo di 6 mesi.
Le lamentele fisiche solitamente riguardano: stanchezza eccessiva, disturbi gastro-intestinali e assenza di appetito.
Una terza etichetta è rappresentata dal Disturbo di Conversione la cui caratteristica si condensa su un nucleo sintomatico pseudo-neurologico di tipo motorio e sensitivo. Insorgenza e/o esacerbazione sintomatica si legano a fattori psicologici.
La diagnosi richiede la specificazione in base ai sintomi:
con sintomi o deficit motori (alterazione della coordinazione, afonia, ritenzione urinaria, ecc.);
con attacchi epilettiformi o convulsioni;
con sintomi o deficit sensitivi ( mutismo, cecità, diplopia, ecc.);
con sintomatologia mista.
Il disturbo presenta alcune caratteristiche in comune con i disturbi Dissociativi, ad esempio possono essere indotti dalle stesse cause psicologiche.  Questo aumenta la probabilità di una comorbilità tra i due.
Passando alla categoria successiva incontriamo il Disturbo Algico, all’interno del quale il dolore assume importanza diagnostica, in quanto causa nel soggetto menomazione della vita sociale e personale.
Come sappiamo, anche nel D. di somatizzazione è presente il sintomo del dolore, ma quando diventa il fulcro del disturbo, allora si può procedere con tale diagnosi.
Ai fini diagnostici è importante la presenza di un fattore psicologico scatenante, presente anche in associazione con una condizione medica generale.
La sintomatologia può presentarsi sia in maniera acuta (inferiore ai 6 mesi)  sia cronica (superiore ai 6 mesi).
Giungiamo al quinto disturbo, ovvero l’Ipocondria presente a tutte le età specie in età adulta: per almeno 6 mesi si ha il terrore e la convinzione ingiustificata, di avere una malattia.
Questa convinzione nasce da un’erronea interpretazione di alcuni sintomi, solitamente si “scelgono” malattie socialmente conosciute.
Le preoccupazioni perdurano nonostante le disconferme da parte di specialisti ed esami di laboratorio.
La diagnosi richiede di specificare se presente scarso insight, ovvero scarsa consapevolezza dell’eccessività della propria paura.
Al contrario di una Fobia Specifica (di malattia), il soggetto non teme l’esposizione ad una malattia, ma è convinto di averla già!
Specie in questa sindrome, l’assenza di disturbo di Personalità, una comorbilità con condizione medica generale, breve durato dei sintomi, sono ottimi indicatori di una prognosi positiva.
Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo, insorge soprattutto in adolescenza. La preoccupazione del soggetto è riversata su un difetto inesistente, oppure risulta spropositata rispetto  al difetto, tanto da causare disagio sociale, lavorativo e  personale. Infatti il soggetto  ricorre a comportamenti di ipercontrollo, pulizia esagerata, che paradossalmente non sedano l’ansia ma l’accentuano fino ad esacerbare  in comportamenti diametralmente opposti: l’evitare gli specchi, isolamento sociale fino a veri e propri deliri di riferimento, con la paura che gli altri diano o stiano dando eccessiva attenzione al loro difetti.
La presunta deformità devasta e tormenta il soggetto, tanto da ricorrere ad interventi chirurgici
In questi soggetti, specie in presenza di comorbilità con Disturbi Depressivi, il disagio psichico è così invalidante da indurre pensieri intrusivi di suicidio fino a passaggi all’atto.

 

Accenno di intervento.
Il problema della simbolizzazione rende il soggetto incapace di mentalizzare bene sul suo disagio.
Un approccio psicodinamico a carattere espressivo aiuterebbe il soggetto ad elaborare il conflitto, piuttosto che a somatizzarlo, e a migliorare il processo di consapevolezza .

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