Il mondo che verrà. Intraprenderemo guerre per la sopravvivenza?

Published On 11 aprile 2011 » 394 Views» By veryenglish » Cronaca
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Gli avvenimenti di questi ultimi tempi credo che troveranno un posticino nella Storia.

La caduta dei dittatori del Nord Africa, il terremoto e conseguente tsunami in Giappone e, per ultima,  la catastrofe nucleare in Giappone.
Siamo passati da una piccola euforia per la possibile autodeterminazione dei popoli africani allo scoramento per la piega che stà prendendo la campagna libica e gli sviluppi nella centrale di Fukushima.
Prima di proseguire credo sia necessario un passo indietro.
Tempo fà , pochi mesi, il Ministro del Tesoro Timoty Geitner scrisse una lettera al Parlamento USA per chiedere una legge che stabilisse il nuovo tetto all’indebitamento americano. La notizia in sè sembra dire poco, in realtà è un campanello d’allarme che suonò nell’indifferenza generale. La richiesta si rese necessaria perchè il tetto massimo era stato raggiunto (14.000mld$) per cui o si faceva una nuova legge o il Ministro avrebbe dovuto dichiarare il default dell’America.
Qualche Giovedì fà ho avuto il piacere di ascoltare il Min. Tremonti ad ANNOZERO. Credevo si trattasse della solita “lite” politica ed invece, con grande stupore, ho assistito in religioso silenzio, e come me tutti i partecipanti alla puntata, ad una “lectio” sull’attuale momento finanziario del mondo. Con maggiore sorpresa ho ascoltato un panegirico che iniziava con un <“la storia si è rimessa in movimento”>, spaziava dalla Bibbia (…per capire cosa succederà bisognerà leggere e rileggerla) ed arrivare a Mosè che guida il popolo verso la salvezza.

Ieri sera leggevo i lanci di stampa del discorso che il Pres. Napolitano stava tenendo in USA al cospetto di un nutrito gruppo di Italiani trapiantati in USA, e mi ha sorpreso leggere che ha fatto tanti km per andare a dire, ai tanti commensali, che ci aspettano 4/5 anni molto difficili ma che “è fiducioso che l’Italia ce la farà perchè ha constatato un nuovo spirito unitario”. Mi son chiesto se con tanti possibili argomenti qual’era il senso di questo discorso?

Sono rimasto sorpreso, e lo sono ancora, perchè sia Tremonti che Napolitano non parlano a vanvera e le  loro parole sono sempre ben comprese e non si prestano a fraintendimenti.

A questo punto ho iniziato a fare un piccolo collage, perchè se è vero che un indizio non è una prova, più indizi possono fare una prova.

Il Giappone ha subito il più grave disastro che l’umanità ricorderà. La centrale è fuori controllo, gli essere umani non possono avvicinarsi, i serbatoi stanno cedendo, centinaia di migliaia di tonnellate di materiale radiottivo fuoriusciranno e, per buona parte, finiranno in mare, oltre all’acqua di mare che era stata “sparata” sul reattore nel tentativo di raffreddarlo. Cina e USA lamentano già da ora piogge radiottive sui loro territori. Dio solo sà cosa succederà in seguito.

Il paese è disastrato, il terremoto ha dimostrato che le tecnologie costruttive nipponiche hanno avuto un successo enorme, di vittime credono non ce ne siano state. Quello che ha causato la distruzione immane è stato lo tzunami, la natura ha dimostrato che un’onda alta 15mt ha provocato una devastazione fino a 6km dalla costa. Con questo dato  credo sia assurdo leggere di una pronta ricostruzione, perchè delle due l’una, o il Giappone costruisce una barriera alta almeno 20mt lungo tutta la costa o “alza” di 20mt le zone che si affacciano sul mare, oppure, ipotesi secondo me molto probabile, per un bel pò non faranno niente, almeno fino a quando non si capirà cosa effettivamente fare.

Inoltre il Giappone ha subito un notevole taglio ai consumi elettrici per il rischio di black out, e, fatto anche questo molto rilevante, dovrà rinunciare all’energia a costi bassi perchè è chiaro che il nucleare verrà abolito. Inoltre la costa Est del Giappone sarà off limits per la pesca visti i tassi di radioattività, gli scambi commerciali saranno molto complicati perchè ovviamente tutto il mondo è preoccupato delle conseguenze. Tokyo, che è la capitale finanziaria della 3° potenza industriale ha un aspetto spettrale, con i cittadini che sono andati via, l’elettricità razionata e la paura a bere acqua dai rubinetti per i rilievi che hanno fatto. Per ultimo aggiunhiamoci che il Giappone è in condizioni finanziarie disastrose, un altissimo debito, e il sistema finanziario nipponico è praticamente “fallito” da tempo ed è tenuto in vita artificialmente. Mezzo paese è quasi fermo e per il prossimo trimestre si prevede una forte contrazione del PIL.

Aggiungiamoci che il Governo USA non ha ancora deciso sulla vuova Legge al tetto del debito perchè , pare, non si riesce a capire di “quanto” aumentare e mettiamoci anche questo “strano” attivismo di Francia e GB per cercare di mettere le mani sul petrolio libico.

La conclusione che ho tratto di tutte queste riflessioni è che siamo nell’imminenza di un crash finanziario mondiale. L’America forse non decide sul nuovo tetto perchè probabilmente è inutile, il sistema finanziario nipponico avrà il colpo mortale dopo i dati sul PIL del prossimo trimestre, Francia e GB stanno combattendo una guerra per la loro salvezza, l’Italia verrà spazzata via da questa crisi, così come tutti i paesi che non hanno risorse proprie, un popolo per niente granitco ma che addirittura corre verso una separazione.

Le premesse secondo me ci sono tutte, troppi i discorsi “strani”, le parole “forti” che ho sentito e continuo a sentire. Credo che a livello internazionale si sta parlando di quest’argomento, la crisi del Giappone oramai li ha messi tutti con le spalle al muro e non credo ci sia rimasto tanto tempo prima del big bang.

Andremo verso una moneta unica, regole diverse, forse un mondo migliore ma quello che succederà nel “frattempo” non lo sò. Faccio uno sforzo per cercare di immaginare e credo che saranno tempi durissimi, di piccole e grandi guerre ma stavolta per la sopravvivenza.

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