Il prodigio di una bambina che a 4 anni è già artista.

Published On 26 maggio 2011 » 1228 Views» By Simona » Arte, News dal Mondo, Psicologia
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Friedric Schiller scrive: “l’uomo è pienamente tale solo quando gioca”, ma probabilmente per Aelita Andre questo pensiero si rende un tantino inadeguato.

A soli 4 anni infatti, mentre la maggior parte dei suoi coetanei impegna la propria attività psichica e cognitiva nel gioco, Aelita dipinge appropriandosi così del titolo di artista più giovane al mondo!
Il gioco è  strumento imprescindibile per lo sviluppo intellettivo, in quanto attraverso esso il bambino si confronta, si sorprende e impara nuove modalità di relazione con l’esterno. Anche il filosofo Herbert Spencer riprende  l’importanza del gioco, e lo descrive come attività di scarica dell’energia posseduta dall’uomo, ma probabilmente nella piccola artista, l’energia ha trovato un’altra modalità d’azione: la pittura.
Lo sviluppo cognitivo e psichico dipende fortemente anche dalle figure di riferimento che fino all’ingresso nella scuola sono rappresentate dai genitori. Aelita, infatti è figlia di due artisti, per cui questo avrà sicuramente condizionato sia a livello costituzionale (innato),  sia a livello ambientale (stimoli esterni), l’emergere di doti che comunque, come affermano i due genitori, non sono mai state forzate.
Secondo i diversi psicologi che hanno affrontato il discorso dello sviluppo affettivo è intorno ai 4 anni che inizia a svilupparsi un’attività immaginativa e il gioco diventa il più eletto oggetto di proiezione delle proprie dinamiche interne.
Ma se andiamo più a ritroso nella vita dell’artista, ci accorgeremo con ingenuo stupore che questa capacità è intrinseca in lei fin dall’età di 2 anni.
L’origine di tutto risale a quando la madre, di fronte tale espressione artistica, decide di mostrare una tela al curatore di una sua mostra. Questo evento segna l’ingresso di Aelita nel mondo dell’arte: prima mostra personale all’interno della galleria  Bsg di Melbourne. Oggi la biblioteca artistica della piccola australiana vanta 250 opere.

La spontaneità con cui la bambina si è avvicinata all’arte, si rivela nella libertà con cui la vediamo dipingere, muoversi, sporcarsi all’interno del suo “laboratorio”, dando frutto ad opere astratte, di alto contenuto emotivo e il cui stile si rende punto di tangente tra quello di Jackson Pollock e Salvador Dalì.

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