Introduzione alla grammatica Giapponese – Seconda parte – Caratteristiche del verbo e sostantivi

Published On 18 novembre 2011 » 936 Views» By tombers » Giapponese, Lingue
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IL VERBO
Come detto il verbo va alla fine e forse è la cosa che complica più la vita nel momento che si comincia a fare traduzioni di frasi complesse per la distanza soggetto/predicato.
Ma vediamo le caratteristiche del verbo giapponese:

TEMPO
I verbi giapponesi hanno solo due tempi: passato e non passato (al contrario dei millemila tempi italiani)! Esiste anche una forma d’incertezza che potrebbe equivalere al futuro ma in linea generale c’è la forma passata del verbo e quella presente.

FORMA
Il verbo giapponese presenta molteplici declinazioni in base al livello di formalità con cui si vuole parlare, in base alla modalità con cui lo si vuole usare, ecc…
Ma vediamo il tutto attraverso uno schema che ci dice come cambia il verbo taberu (mangiare) in base al tempo, alla positività o negatività e in base al livello formale o informale con cui vogliamo usarlo:

 

Come possiamo vedere dalla tabella la parte che cambia del verbo è quella finale, la radice tabe rimane sempre uguale.

*ovviamente non esistono solo queste declinazioni ma per farvi capire il funzionamento ora accontentatevi di questa tabella.

TIPI DI VERBO
In giapponese esistono tre coniugazioni di verbi:
verbi ICHIDAN; verbi GODAN; verbi irregolari.

I verbi ICHIDAN finiscono tutti in RU, infatti taberu è un verbo di questa coniugazione.
I verbi GODAN possono terminare in (ku, gu, su, tsu, ru, bu, mu).
I verbi irregolari sono due: SURU (fare) e KURU (venire).

AGGETTIVI
Gli aggettivi si declinano come i verbi (presente, passato, ecc…).
Gli aggettivi sono di due tipi:
Iaggettivi e NAaggettivi: si coniugano diversamente, diciamo che i NA-aggettivi si comportano molto come se fossero dei sostantivi.

Vediamo due esempi di aggettivi:
高い taka-i (alto) è un I-aggettivo in quanto termina con la lettera “i”.
きれいな kirei-na termina con “na” ed è un NA-aggettivo.

Proviamo a modificare la frase vista all’inizio con un aggettivo:

私はおいしいすしを食べる
[watashi ha oishii sushi wo taberu]
[io mangio buon sushi]

L’aggettivo precede sempre il nome a cui si riferisce.

SOSTANTIVI
I sostantivi, in giapponese, non si differenziano né in base al numero (singolare o plurale) né in base al genere (maschile o femminile).

Se io trovo la parola 猫 neko in base al contesto posso tradurre con “gatto”, “gatti”, “gatta”. Tutto capibile in base al contesto, non preoccupatevi.

 

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