Ipad tomba del cartaceo?

Published On 10 agosto 2010 » 341 Views» By nibbio » Tech
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ipadGli editori italiani fanno il tifo per l’Ipad, o meglio guardano con attenzione quanto e come riuscirà a cambiare le abitudini letterarie degli italiani. E se qualche organo d’informazione o periodico si è già mosso per tempo, lanciando immediatamente una piattaforma digitale compatibile con il nuovo gioiello di casa Apple, gli altri restano in attesa. In ballo c’è qualcosa di grosso, ovvero il futuro di una notevole fetta del mercato oggi ancora monopolizzata dai supporti in carta stampata.  Per anni gli addetti ai lavori hanno ripetuto a loro stessi e agli altri che l’Italia è un paese tradizionalista, dove il passaggio dal cartaceo ai supporti digitali sarebbe stato più lento che altrove. Questione di costumi e abitudini ma anche la mancanza di prodotti in grado di invogliare il lettore alla tanto conclamata svolta. Appunto l’Ipad rappresenta una grande occasione, il grimaldello per scardinare una tradizione che rende sempre di meno e innescare la miccia della rivoluzione digitale. La tanto conclamata svolta consentirebbe un abbattimento di costi e sarebbe il volano per il rilancio dell’intero settore. I dati sono sotto gli occhi di tutti, nel mondo la gente ha letto sempre di meno negli ultimi venti anni, il costo medio di un libro negli ultimi trenta è aumentato proporzionalmente al diminuire di chi li comprava. I quotidiani, le riviste, o meglio coloro che sono sopravvissuti si barcamenano tra bilanci da montagne russe, spesso e volentieri in perdita. La pubblicità, che negli anni novanta sembrava poter dare linfa al settore sembra sempre più attratta da internet. L’Ipad se non è l’ultima ciambella di salvataggio è sicuramente una delle poche rimaste a disposizione, e ciò che è accaduto nell’ultimo lustro nei paesi anglosassoni fa ben sperare. E se recentemente su Amazon il libro digitale ha superato il cartaceo allora in fondo al tunnel si intravede la luce. Anche perché com’è accaduto con tanti altri prodotti di successo dell’Apple (basti pensare all’Ipod o all’Iphone) si è venuto a creare l’effetto a catena che ha, di fatto, portato molte aziende se non a copiare a seguire perlomeno una determinata scia. Con il risultato di armonizzare l’offerta e variegarla, aprendo un mercato appunto.  Per questo e per tanti altri motivi sono in tanti a incrociare le dita.

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