La finanziaria spezza le gambe alla cultura. Con Van Gogh si concludono le grandi mostre.

Published On 22 settembre 2010 » 378 Views» By Kero » Attualità
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Roma, 14 settembre- Dalxarticolovittoriano ministero dei Beni culturali si leva la voce di Umberto Croppi – assessore Comunale alla cultura-: “La grande mostra dedicata a Van Gogh, prevista per l’8 ottobre al Vittoriano, potrebbe essere l’ultima”. La  finanziaria prevede infatti che dal 2011 nè le amministrazioni pubbliche nè le società partecipate possano spendere più del 20% rispetto agli investimenti effettuati nel 2009. “Cercando di risollevare le sorti monetarie del paese gli si sta apportando un danno econimico immenso” continua Croppi chiedendo al sottosegretario Francesco Giro di intervenire “perchè il governo ponga fine a quello che è stato un chiaro errore di valutazione”. La capitale, piena di luoghi più o meno storici da adibire a mostre ed esposizioni, rischia di ritrovarsi “svuotata” del suo via vai artistico salutando il tutto con la prossima apparizione di Van Gogh e dei suoi campi di grano. Giro si dichiara pronto a “correggere alcune incoerenze presenti nella norma complessiva”. Il 2011 sembra presentarsi come un anno davvero povero per l’arte. Viene spontaneo domandarsi a quali e quanti altri compromessi dovremo stare.

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4 Responses to La finanziaria spezza le gambe alla cultura. Con Van Gogh si concludono le grandi mostre.

  1. Antonio De Robertis says:

    C’e troppa disinformazione su Van Gogh.E’ recente la figuraccia degli organi di stampa nazionali ed esteri,che hanno lanciato la notizia di un quadro rubato in un museo del Cairo,con la foto di uno che si trova nel museo di Hartford in Connecticut,che tra l’altro è oramai considerato una errata se non falsa attribuzione.Ora è in arrivo una ben più grave notizia,legata alla PROSSIMA MOSTRA SU VAN GOGH AL VITTORIANO DI ROMA.
    Perché il quadro:”Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia è un falso,realizzato dai fratelli Schuffenecker.
    E’oramai risaputo che nel catalogo completo dell’opera di Van Gogh(circa 900 opere a olio),quasi 90(pari al 10%),potrebbero essere falsi o errate attribuzioni.Di queste,circa 30(pari a un terzo),sono riconducibili ai due fratelli Claude-Emile e Amedèe Schuffenecker,pittore il primo e mercante prima di vini poi di quadri il secondo.Uno di questi è sicuramente :”Augustine Roulin con la figlia Marcelle”in prestito dal museo di Filadelfia per questa mostra.
    Questo dipinto non è mai stato nella collezione di Emile Bernard,come ci segnala il De La Faille.E neppure della famiglia Van Gogh.La sua origine va ricercata nella collezione dei fratelli falsari Schuffenecker,(appare a destra sulla parete nella foto della stanza 29 della mostra a Mannheim nel 1907,alla quale prestarono ben 14 quadri).Essi devono averlo costruito partendo da altri ritratti della signora Roulin,facenti parte della loro collezione.E’risaputo che almeno 2 versioni della Berceuse(quella ora a Boston potrebbe essere un falso)passarono dalle loro mani e probabilmente anche il ritratto con finestra e vasi sullo sfondo,già di proprietà di Theodore Duret(altro collezionista e possessore di parecchi Van Gogh fasulli)e ora nel museo Oskar Reinhardt di Winthertur.La brutalità di questo dipinto,assimilabile per tecnica all’altro con neonata in primo piano e la madre tagliata dalla cornice(guarda caso anch’esso proveniente dai due fratelli falsari,come dimostra una foto della mostra del novembre 1909 da Druet e il relativo catalogo al n.33),non fanno parte della cultura figurativa di Vincent,che prediligeva il primo piano possibilmente a mezzo busto,per tirare fuori tutta la potenzialità psicologica e umana dei personaggi.E’una pittura che ha il taglio e i colori di Francis Bacon con 50 anni di anticipo,ma che non ha nulla a che vedere con Van Gogh.

  2. Antonio De Robertis says:

    Noi italiani siamo sciovinisti contro noi stessi.
    Mi chiedo se è giusto che io,discreto studioso d’arte e specialista di Van Gogh da oltre 20 anni e con all’attivo sei libri e parecchi saggi e articoli accreditati nel database della biblioteca del museo Van Gogh e delle principali biblioteche d’arte italiane,non sono neppure stato invitato ai 3 dibattiti e alle 4 proiezioni di film,già programmati a margine della mostra,che aprirà i battenti al Vittoriano di Roma l’8 ottobre prossimo.Può essere che la mia voce sia stonata,fuori dal coro,ma non se ne può più di un taglio ageografico e celebrativo,che viene dato a queste mostre e che hanno ingessato Van Gogh nel suo mito,forse contro quello che sarebbe stato il suo volere.Negli ultimi anni,grazie all’avvento dei blogs ho potuto finalmente dare fiato alle mie scoperte su Vincent.anche a quelle che avevano dato fastidio all’establishement,stemperando così l’ostracismo nei miei confronti.Continuerò su questa strada,confortato periodicamente dal ringraziamento di parecchi appassionati del pittore olandese.Grazie a tutti voi che mi leggete e spero mi sosterrete anche in futuro.

  3. admin says:

    Grazie a te Antonio per averci reso partecipi di tutte queste informazioni. In effetti è solamente una vergogna che lei non sia stato invitato a nessun evento nonostante la sua esperienza e nonostante il suo contributo su Van Gogh.
    Ha un blog personale dove ha illustrato le sue scoperte?
    Se sì ci farebbe davvero piacere se ci illustrasse il nome.
    E saremo onorati qualora lei volesse condividere i suoi pensieri anche tra le nostre pagine.

    Distinti Saluti,
    lo staff di toWrite.it

  4. Antonio De Robertis says:

    Sto preparando il mio sito http://www.vangoghiamo.altervista.org, esiste già http://www.vangauguin.da.ru e altro su Geometrie fluide.

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