La prima linea (2009)

Published On 19 dicembre 2009 » 403 Views» By fabiana » Cinema, Recensioni
 0 stars
Registrati to vote!

laprimalineaUna cosa è certa ed è che gli anni ’70 sono stati anni cruciali per l’Italia, ci sono stati molti coinvolgimenti e sconvolgimenti umani, sociali e politici. Anni lontani, ad esempio da me che non ero ancora nata, ma vicini nelle menti e nei racconti di chi c’era, di chi ha vissuto, di chi ha perso e pagato. Racconti che hanno portato fino a quelli della mia generazione gli accadimenti  di quell’epoca che ancora, per certi versi, forse non sono stati metabolizzati totalmente proprio per lo sfociare nella violenza della lotta armata e non a caso si parla di “periodo nero” della nostra Repubblica. E’ il libro intitolato Miccia corta, di Sergio Segio, ex terrorista militante dell’organizzazione armata Prima Linea uscito dal carcere nel 2004 dopo l’ergastolo commutato in 22 anni di galera, che ispira il film La Prima linea diretto da Renato De Maria. L’intero racconto, flashback incluso, si svolge in un solo giorno del 1982, quando Segio (interpretato da Riccardo Scamarcio) e la sua banda assalirono il carcere di Rovigo per liberare Susanna Ronconi ( interpretata da Giovanna Mezzogiorno) e altre quattro detenute. Nel tutto venne ucciso un ignaro pensionato. Si ha una ricostruzione calibrata nella narrazione: il racconto dell’assalto al carcere, la nascita della Prima linea (che uccise durante la sua attività ben 23 persone tra cui il giornalista Walter Tobagi e ne ha ferite altre) e la rievocazione degli “anni di piombo”. Si coglie come i personaggi vengano analizzati da un punto di vista personale, nella loro incapacità di relazionarsi al mondo circostante, a una realtà alla quale sentono di non appartenere affatto e contro la quale attuano una rivoluzione che sfocia poi in lotta armata. Restano delusi dagli eventi e in qualche modo sconfitti ed emblema di questa sconfitta sono le immagini del funerale di Emilio Alessandrini, magistrato assassinato da  Prima linea nel 1979. Intorno al feretro si stringono le istituzioni (presidente era Sandro Pertini, ex partigiano), sindacati, borghesia milanese,cittadini quasi a voler rappresentare un paese pieno di contraddizioni che per una volta si era riunito in un cordoglio che diventa anche condanna. Cesare Zavattini diceva che esistono film belli e film brutti, film utili ed inutili. Questo film dove potrà essere collocato senza la retorica e la ferita mai rimarginata dei figli, delle mogli, delle madri e dei parenti delle vittime di quegli anni?

Share this post
Tags

About The Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *