Lazio: follie di mercato? Intanto su Kolarov si gioca al rialzo

Published On 29 maggio 2010 » 332 Views» By Polluxwriter » Sport
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kkolarovLotito è pronto a fare follie sul mercato? Così sembrerebbe ad una prima lettura delle parole del presidente biancoceleste: «La Lazio non deve vendere per comprare – ha precisato Lotito – il parametro ricavi-indebitamento ci permette di poter acquistare qualsiasi giocatore a qualsiasi cifra, abbiamo sia le potenzialità sportive, sia le risorse economiche per poterlo fare. La Lazio si può iscrivere al campionato, ha pagato gli stipendi, non servono anticipazioni sui contratti televisivi». Parole confortanti sotto certi versi. E’ d’obbligo però la cautela, perché un conto è potersi muovere senza limitazioni sul mercato in entrata, un altro è far quadrare i conti per una società quotata in Borsa, che si autofinanzia in assenza di un aumento di capitale. Il bilancio è a posto, ora va costruita una squadra che possa tornare a navigare in zone più consone di classifica. In quest’ottica il riscatto di Floccari è importante: «Non dobbiamo vendere per riscattarlo. Le modalità di pagamento sono già stabilite». Per l’attaccante nessun problema, più incerta la situazione Ledesma: «Quando avremo una programmazione definita convocheremo gli interlocutori e valuteremo la posizione di Ledesma». Per i giornali spagnoli Kolarov è del Real per 18 milioni di euro.

Lotito smentisce: «Non so nulla, non l’ho messo sul mercato, valuteremo eventuali proposte». L’obiettivo primario resta quello di sfoltire la rosa: «Abbiamo dei giocatori in scadenza, diversi giovani appoggiati in altri club per farli crescere, ed altri elementi in rosa da sistemare. L’esigenza di sfoltire – ha aggiunto Lotito – non è solo di Reja, ma è anche della società che paga gli stipendi. Martinez del Catania? Gli obiettivi sono tanti». Sul fronte societario, l’idea di inserire nuovi dirigenti non sembra rientrare nei piani di Lotito: «Reja non mi ha chiesto un direttore tecnico, sa qual è il suo ruolo, non ha competenze nella sfera societaria, eventualmente la valutazione spetta a me. L’esigenza, comunque, di non appesantire la struttura societaria deriva anche dalle nuove norme che inaspriscono il controllo sul pagamento degli stipendi da parte delle società, si rischiano anche penalizzazioni». Infine, una battuta su Zarate: «Reja ha solo detto che tutti devono giocare per il gruppo, la cosa è stata condivisa dallo stesso Zarate».

Cristiano Cesarini – Il Tempo

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