Lo stato taglia i fondi destinati all’università italiana, la classifica mondiale delle università più prestigiose taglia fuori l’Italia!

Published On 9 novembre 2010 » 476 Views» By Simona » Attualità, News dal Mondo
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classificaSe i parametri considerati riguardano attività come la ricerca, la qualità didattica, gli stimoli creati dall’ambiente, la retribuzione dei docenti e dei ricercatori, l’Italia scivola dai primi 200 posti, perdendo anche le posizioni precedentemente occupate dall’università di Bologna e Roma (Sapienza).
Secondo appunto quanto annunciato dal settimanale inglese “The” (Times higher education), su 200 università piùdi 89 appartengono al continente europeo, ma ahimè, nessuna tra queste rappresenta la situazione italiana!!!
72 appartengono al continente americano (le università americane occupano infatti i primi cinque posti e subito dopo le università di Oxford e Cambridge a pari merito al sesto posto).
Inoltre tra le europee troviamo il Federal Institute of Technology di Zurigo, università tedesche come quella di Monaco, irlandesi come il Trinity College, finlandesi come Helsinki, olandesi come la Tecnologica di Eindhoven,  l’Università della Francia, del Belgio, della Danimarca, della Spagna e della Norvegia.
La situazione si incupisce ancora di più se, scalando il ranking, troviamo non solo università canadesi e australiane, ma persino cinesi, giapponesi e appartenenti alla Corea del Sud, oltre all’ingresso dell’Università egiziana di Alessandria, la Bilkent University (Turchia), Cape Town (Sudafrica) e Auckland (Nuova Zelanda).
Secondo quanto riportato dalla rivista online repubblica.it, la redazione del giornale inglese spiega “Questa classifica rispecchia lo stato dell’istruzione superiore attuale, che non vive di retaggi del passato, ma mette sul piatto della bilancia l’impegno a formare i nuovi iscritti fino ai dottori di ricerca….i nostri lettori sono giovani, spesso ancora studenti, facciamo questo lavoro per orientarli”.

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4 Responses to Lo stato taglia i fondi destinati all’università italiana, la classifica mondiale delle università più prestigiose taglia fuori l’Italia!

  1. Attenzione: classifiche stilate con criteri diversi danno risultati anche molto diversi.

    Puo’ pero’ essere utile osservare l’evoluzione dei risultati dell’Italia in una singola classifica; per esempio se scegliete THE l’analisi la trovate in questo post (punto 8)

    http://unipiblog.wordpress.com/2010/11/05/alcune-%e2%80%9cleggende-metropolitane%e2%80%9d-sulluniversita-italiana/

    Sulle classifiche segnalo questo interessante altro post:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/26/luniversita-e-la-ricerca-italiane-nelle-classifiche-internazionali/73699/

  2. Errata: nel commento precedente l’espressione “punto 8” e’ diventata punto 8)
    maledetti smiley!
    😉

  3. Simona says:

    Ti parlo da ex universitaria: purtroppo come molte persone che hanno letto la notizia anche da altre riviste,come sul giornale “metro” di oggi, sapere che l’Italia non si trova tra i primi 200 posti non sorprende. Nello specifico, faccio riferimento alla “Sapienza” di Roma, io l’ho vissuta, ho studiato, ho tollerato tante realtà: la mancanza di stimoli, di materiali, la mancanza di posti in aula, la disorganizzazione amministrativa; ma ho anche amato gli studenti,la loro cocciutaggine nel non farsi abbattere da tutto questo, e ho amato le conoscenze trasmesse grazie a docenti sottopagati.
    In conclusione, anche se sarebbe meglio analizzare per settori la situazione italiana, sapere che la prima università nasce in Italia (Bologna) nel 1088, e leggere nel 2010 che, in una top di 200 università, pur essendo considerate globalmente piuttosto che divise in classi, su 89 posizioni europee l’Italia tace, bé… i “se” e i “ma” han poco peso.

  4. Pietro says:

    Cara Simona,
    io credo che nessuno di quelli che vive dentro l’Universita` voglia nascondere le difficolta` e i problemi dell’Universita`.
    Probabilmente pero` quello della classifica internazionale degli Atenei e` il meno “veritiero”: la classifica ha un senso se fatta relativamente agli investimenti. Cioe` quanto produce un sistema su cui investo X?
    La soluzione di certi problemi e` difficile ma non cadere nel tranello di chi ti dice “ci sono dei problemi quindi cambiamo” senza guardare come vogliono cambiare. Infatti se leggi il DDL e leggi il come scopri che le soluzioni proposte acuiscono i problemi: potere in mano di pochi (ordinari ovviamente…guarda caso studenti e ricercatori protestano per i baroni, ma la CRUI la conferenza dei rettori vuole la riforma…), modello aziendale tipo Asl con membri esterni (probabilmente trombati politici) in CDA (e abbiamo visto come ha funzionato il modello), riduzione drammatica degli investimenti nell’Universita` pubblica e contrazione tremenda di borse di studi (diritto allo studio), possibilita` di ingresso e di carriera per i piu` giovani (meritevoli non tutti! Nessuno vuole l’ope legis: valutateci e diteci se siamo bravi o no, ma se siamo bravi dateci quello che meritiamo, questo chiediamo)!
    E` questa la soluzione alle realta` che hai tollerato? Io penso che cosi` non ci sara` piu` nemmeno la possibilita` di amare quello che hai amato tu!

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