L’uomo che credeva di non avere piu’ tempo

Published On 30 novembre 2009 » 574 Views» By fabiana » Libri, Recensioni
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2005-6-n3-libroUna domanda: “Quali sono le cose che vorrei poter fare prima che la mia vita giunga al termine?”

L’uomo ha uno sconfinato universo dentro ma spesso è troppo stordito dalla frenesia quotidiana o preso dal rincorrere quello che crede importante ma che, il più delle volte, non è altro che uno specchio deformante della realtà.

Questa è la condizione di Nathan Del amico, avvocato brillante e di successo, protagonista del romanzo L’uomo che credeva di non avere più tempo di Guillame Musso.  Soldi, fama, carriera non compensano il vuoto di sentimenti e un matrimonio distrutto:  sua moglie Mallory, di cui è ancora innamorato, se ne è andata portando con sé la piccola Bonnie loro figlia. Nathan è rimasto solo, solo con il suo poco tempo, solo con il suo lavoro oramai routine e  solo con la sua grande e bella casa vuota.

Tutto inizia a cambiare quando riceve la visita di uno sconosciuto, Garrett Goodrich, il quale  sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e di avere una missione da compiere:  è lì per lui, per aiutarlo a morire.  Dopo lo scetticismo iniziale un concatenarsi di eventi porterà il giovane avvocato a guardarsi dentro, alla consapevolezza dei suoi limiti, al riconsiderare fatti e persone alle quali aveva voltato le spalle troppo facilmente perché a volte la fuga è l’unica strada che sembra praticabile, ma è solo una fuga da sé stessi e non dagli altri.

La narrazione si dispiega fluidamente e  con diversi flash-back (utili per ricostruire tutta la vicenda a monte della vita di Nathan)  ben collegati alla struttura portante del romanzo che non vuole essere semplicemente una narrazione, ma il punto di partenza per una riflessione che ha come arrivo un finale del tutto inaspettato.  Definirlo un romanzo d’amore non è esatto, ma neppure in thriller, tuttavia la lettura è agevole e gli accadimenti non la rendono scontata.

Vivere profondamente ogni giorno è un bel concetto, ma per metterlo in pratica occorre che accada qualcosa che ci porti a farlo. Ognuno di noi ha le sue domande, ma la vita prima o poi risponde.

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