L’uomo che inventò le bugie: un’idea originale purtroppo mal sfruttata

Published On 26 Nov 2009 » 1996 Views» By Polluxwriter » Cinema
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bugieSiamo in un mondo ideale dove tutti dicono sempre e comunque la verità con pro e contro. Tutto procede tranquillamente fino a quando un uomo dice la prima bugia. E’ il nostro protagonista, Mark Bellison, un uomo bruttino e un po’ cicciotto, fallito sia nel lavoro che nella vita privata, che dopo esser stato licenziato sta per essere anche sfrattato dal suo appartamento. Decide quindi di andare in banca a ritirare tutto quello che ha, ma al momento di chiudere il conto, ha un lampo di genio: decide di dichiarare di possedere una somma superiore a quella effettiva. Il computer della banca lo avrebbe smascherato, ma in un mondo in cui tutti dicono sempre la  verità, viene creduto, pensando che il sistema abbia fatto sicuramente un errore. A questo punto si apre un mondo completamente nuovo x il nostro uomo, che capisce di poter ottenere così tutto quello che vuole. Ma il momento cruciale del film è quando, di fronte alla madre morente, disperata e impaurita per ciò che la attende, dice la sua prima bugia a fin di bene, ovvero le dice di stare tranquilla perché sta andando in un posto bellissimo dove potrà rivedere tutte le persone care. La donna immediatamente sollevata, si illumina di gioia e muore felice. Velocemente la notizia di questa scoperta sensazionale si sparge in tutto il mondo e Mark diventa una specie di santone, che come Mosè, scrive 10 leggi in risposta alle grandi domande esistenziali dell’uomo. Esiste un uomo che vive nel cielo, creatore del mondo, che decide delle sorti di ognuno di noi e in base a come ci siamo comportati durante la nostra vita ci manda in paradiso o all’inferno.
Questo film pur volendo soprattutto farci ridere e divertire, sottilmente affronta anche il grande tema della religione, da un punto di vista quasi ateistico. Da una parte infatti mostra gli effetti positivi della religione e come sia nata essenzialmente per dare speranza alle persone e far loro credere nell’esistenza di qualcosa dopo la morte, ma dall’altra parte ne indica anche i possibili effetti negativi, che vedono l’uomo non dare valore alla vita terrena e alle proprie azioni perché in attesa di una glorificazione postuma. Film intelligente, che un po’ ricorda “The Truman show”, in cui tutto sembra ribaltato, la verità appare come negativa, mentre la bugia come un modo semplice per vivere bene e con ottimismo. Poteva però essere sfruttata meglio questa idea originale, approfondendo il tema religioso e dando così al film più spessore e un significato più profondo. Alla fine infatti il film resta una commedia divertente che vuol far più ridere che riflettere, in cui non manca la componente romantica un po’ scontata. Partito bene, poi diventa il solito film di buoni sentimenti. Peccato.

Nota: un ringraziamento alla nostra collaboratrice Maria Serena Carrara per averci permesso di pubblicare la sua recensione che ha riscontrato già un gran successo su Hydepark

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