Morbo di Alzheimer: nuove speranze da Cacao e Tè Verde

Published On 20 luglio 2009 » 1108 Views» By aldolandolfi » Salute, Scienza
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morbo-di-azheimerUna nuova speranza per la cura del morbo di Alzheimer potrebbe arrivare da alcuni cibi di origine vegetale come il tè, il cacao e il vino rosso. In una conferenza tenuta al British Pharmacological Society di Edimburgo, il dott. Robert Williams, biochimico del Kings College di Londra, ha illustrato i risultati di una ricerca che evidenzia come alcuni flavonoidi – sostanze chimiche presenti nelle piante e nei vegetali – potrebbero fornire un beneficio terapeutico per pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.

Le considerazione del dott. Williams

“Gli studi dimostrano che il consumo regolare di verdura, succhi di frutta e vino rosso, alimenti ricchi di flavonoidi, ritarda sensibilmente l’insorganza della malattia”, spiega il dott. Williams. “Questi primi risultati incoraggiano un esame più approfondito della biologia dei flavonoidi”.

Williams ha anche sottolineato che la mancanza di ricerche più sistematiche e di una sperimentazione clinica in questo campo di ricerca, ha favorito un certo scetticismo da parte della comunità scientifica sugli effettivi benefici dei flavonoidi sulla salute umana. Scetticismo dovuto anche al fatto che i flavonoidi vengono considerati dei semplici antiossidanti, come la vitamina E, i quali non sembrano avere alcun effetto tampone sui sintomi o la progressione del morbo di Alzheimer.

Tuttavia, la ricerca di Williams suggerisce che i flavonoidi non agiscono semplicemente come gli antiossidanti, ma esercitano i loro effetti biologici attraverso altri meccanismi. Alcune ricerche condotte su pazienti affetti dal morbo, hanno dimostrato che la somministrazione orale di flavonoidi nella forma di tè verde o uva riduce la patologia celebrale e, in alcuni casi, aiuta il recupero delle capacità cognitive del paziente.

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Il Cacao e l’epicatechina

Williams e la sua equipe si sono concentrati in particolare sulla epicatechina, una molecola che si trova in abbondanza in numerosi cibi, tra cui il cacao. “Abbiamo scoperto chel’epicatechina protegge le cellule del cervello attraverso un meccanismo estraneo alla sua attività antiossidante. Le prove di laboratorio dimostrano che questa molecola può ridurre significativamente anche alcuni dei danni causati dal mordo di Alzheimer”, continua Williams. “Questo è molto interessante perchè l’epicatechina e i suoi prodotti di degradazione, sono riscontrabili nel sangue umano per alcune ore dopo l’ingestione ed è uno dei pochi flavonoli bioattivi che ha accesso alle cellule celebrali.”

Il morbo di Alzheimer è una malattia progressiva devastante. Si stima che 15-20 milioni di persone nel mondo ne siano affette. Quarant’anni di studi hanno evidenziato come il cervello delle persone colpite dal morbo subisca dei processi cellulari anomali che portano alla neurodegenerazione e alla demenza. Questi studi potrebbero portare alla creazione di nuovi farmaci capaci di bloccare questi processi ed a nuove terapie efficaci per questa malattia debilitante.

Prudenza – Aggiunge però il dott. Williams: “Sebbene le nostre conclusioni dimostrino il concetto generale che una dieta ricca di flavonoidi potrebbe incidere sullo sviluppo e la progressione della demenza, bisogna anche dire che risulta chiaramente insufficiente per fare qualsiasi tipo di raccomandazione nutrizionale in questa fase. La sfida ora è quella di individuare un flavonoide unico o una combinazione di questi in grado di esercitare un’azione più incisiva sui meccanismi della malattia”.

Ricerca Italiana – Anche l’Italia sta dando il suo contributo alla ricerca sulla cura dell’Alzheimer, infatti la dott.ssa Tiziana Borsello, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ha presentato nel corso della conferenza, i risultati di una ricerca italiana che dimostrano come la morte cellulare nella malattia di Alzheimer sia causata dall’attivazione di una proteina chiamata JNK. La ricercatrice ed il suo team hanno scoperto uno specifico inibitore di questa proteina che potrebbe aprire nuove prospettive per il trattamento farmacologico del morbo di Alzheimer.

British Pharmacological Society (2009, July 19). Chemicals Found In Fruit And Vegetables Offer Dementia Hope.

ScienceDaily. Retrieved July 20, 2009, from http://www.sciencedaily.com /releases/2009/07/090710092530.htm

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