No all’abbandono

Published On 27 settembre 2010 » 438 Views» By LUXA » Attualità
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Anche quest’estate,come ogni anno,si profila all’orizzonte lo spettro dell’abbandono degli animali domestici:cani,gatti,pesci,tartarughe e amici a quattro zampe di ogni sorta rischiano di imbattersi nella morte,o perlomeno in un’esistenza infelice dominata dalla solitudine e dalle sofferenze,a causa dell’egoismo,dell’insensibilità e dell’ignoranza di molti padroni.
I dati forniti dall’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) sono agghiaccianti:sono 700.000 i cani di proprietà(su un totale di 10 milioni)costretti a vivere in catena abbandonati in condizioni terribili nella canicola estiva,sottoposti a maltrattamenti(soprattutto nelle regioni meridionali)o rinchiusi sui piccoli balconi cittadini(prevalentemente nel territorio settentrionale);ogni estate vengono abbandonati 200.000 animali,mezzo milione ogni anno;in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna vengono liberati annualmente nei fiumi almeno 50.000 esemplari di pesci tropicali, che hanno come effetto quello di alterare l’ecosistema faunistico fluviale;35.000 sono le tartarughe d’acqua dolce abbandonate ogni estate nei bacini lacustri,dove per l’aggressività che contraddistingue tale specie provocano danni incommensurabili all’ambiente originario.Contro questo dramma si schierano numerosissime associazioni,fra cui si distingue per l’impegno assiduo sull’intero suolo nazionale l’ENPA(Ente nazionale per la protezione degli animali),il più antico gruppo animalista italiano.L’azione estiva dell’istituto è stata quest’anno improntata ad una duplice operazione di sensibilizzazione:da un lato è stato aggiornato il sito www.vacanzebestiali.org,portale dedicato al supporto dei padroni nella cura estiva degli animali,mediante consigli sul trattamento dei nostri amici a quattro zampe e sulle strutture adatte ad ospitarli,dall’altro lato attraverso una campagna antiabbandono basata sulla promozione della canzone Mare senza memoria di Barbara Monte,cantante prestatasi alla causa dell’ente.L’auspicio generalmente condiviso è che un impegno così attivo possa portare a dei risultati concreti nella lotta all’inciviltà purtroppo così diffusa nel “civile” Occidente.

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