Non ne ho la più squallida idea. Stefano Bartezzaghi e quelle “frasi matte da legare”.

Published On 20 luglio 2010 » 836 Views» By Kero » Recensioni
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non ne ho la più squallidaNon si tratta di un libro di narrativa, di una raccolta di racconti o di favole: non c’è una storia, un’immagine o un dialogo. Non ci sono elementi magici o fantastici né gag esilaranti degne di un testo comico. Eppure si ride, si ride tantissimo. Cosa suscita tanta ilarità? Forse un po’ di snobbismo linguistico e di autoironia. Il testo in questione infatti è una vera e propria collezione di frammenti, di dolenti schegge degli errori quotidiani che si riflettono nel parlato: Non ne ho la più squallida idea – pubblicato da Mondadori nel 2006 –  è un catalogo di strafalcioni, lapsus, piccole perle di ignoranza e simili che si insediano nei dialoghi di tutti i giorni. Stefano Bartezzaghi raccoglie refusi, sviste e inesattezze linguistiche dalla rubrica “Lessico e Nuvole” da lui curata sul “Venerdì di Repubblica” e da ciò che sente dire in giro, per strada, in televisione e così via. L’autore è un vero e proprio studioso della parola, dunque chi meglio di lui avrebbe potuto affrontare con tale perizia un resoconto su quali siano le storpiature più diffuse nella cerchia dei parlanti italiani? Se da un lato ci si diverte per l’assurdità di alcune delle frasi proposte, dall’altro può capitare di rendersi conto di commettere frequentemente un errore segnalato in quelle stesse pagine e di correggersi nell’immediato. Non ne ho la più squallida idea diviene così un divertente passatempo e la piccola spia luminosa che consente ai lettori di migliorarsi. In questi giorni di “caldo orrido” dunque consiglio di  entrare in libreria, senza “restare sulla sogliola della porta”, e di comprare il libro di Bartezzaghi: non ve ne pentirete, “ci metterei la pietra sul fuoco”.

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