Parnassus, L’uomo che voleva ingannare il diavolo: sensazionali soltanto gli effetti visivi

Published On 3 dicembre 2009 » 324 Views» By mariaserenacarrara » Cinema, Recensioni
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parnassusParnassus è un vecchio mago che con il suo camper gira per le strade di Londra facendo spettacoli. Aiutato dalla figlia e da alcuni collaboratori, propone uno strano spettacolo. “Parnassus” è una specie di santone che attraverso uno specchio magico riesce a far vivere alle persone un viaggio attraverso i loro desideri più nascosti. Gli spettatori devono provare per credere. Potrebbe sembrare una semplice idea per far ridere se non fosse che il viaggio è davvero reale..! Parnassus infatti è immortale grazie a un patto stipulato col diavolo, a cui in cambio ha regalato la vita della figlia, che gli apparterrà al compimento del sedicesimo anno di età. In tutto ciò si inserisce un outsider (Heath Ledger), che cercherà di salvare la vita della ragazza.
Terry Gilliam, regista visionario e intelligente, qui delude un po’. Il film è veramente bellissimo per gli effetti visivi, sembra di stare dentro a un quadro di Dalì o di Chagal, dove i sogni prendono vita. Assomiglia infatti più a un film di Tim Burton, che vuole stupire lo spettatore, facendolo rimanere a bocca aperta come un bambino. A facilitare questo paragone è anche la presenza di Johnny Deep che annoia, presentando per l’ennesima volta il suo solito personaggio alla “Willy Wonka”. Come sappiamo il protagonista del film Heath Ledger è tragicamente scomparso durante le riprese del film ed è stato sostituito da tre grandi attori (Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law), i quali hanno tutti devoluto il loro compenso alla figlia dell’attore. Heath è veramente sublime in un ruolo per lui diverso dal solito e ancora una volta riconferma il grande talento che era, lasciando davvero un vuoto nel cinema hollywoodiano. A sostituirlo degnamente devo dire che spicca a sorpresa Colin Farrel, che più degli altri riesce a dare continuità al personaggio. Ma al di là di un bello spettacolo visivo c’è ben poco. Inevitabile il rimando a “Il settimo Sigillo”, dove, come qui, ogni tanto appare il diavolo sotto sembianze umane a ricordare al protagonista lo scadere del tempo. A differenza del capolavoro di Bergman, Parnassus manca di significati profondi. Sicuramente Terry voleva fare un inno alla fantasia, invitandoci a non perdere il nostro spirito di bambino e a recuperare i nostri desideri nascosti, ma il messaggio è debole e il film annoia, data anche la trama praticamente assente. Si esce dal cinema con una gran confusione di immagini e colori ma senza ricordare quello che è successo e perchè.

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Che dire, nata nell’ottobre del 1981, segno bilancia (ci tengo a dirlo perché credo tantissimo nei segni..!). Dopo essermi laureata in Economia aziendale, ho deciso di seguire le mie passioni e mi sono buttata nel settore della moda, che adoro da sempre. Sono partita per Londra dove sto tuttora lavorando in un’azienda di yoga wear. Ben presto però volerò a Milano per fare un master in fashion management. Se non si fosse capito, sono una a cui non piace la routine e che ha bisogno di sentirsi sempre in movimento! A parte questo, ho anche molte altre passioni: cinema, fotografia, video editor, musica…a volte infatti mi fa quasi rabbia avere una vita sola da vivere perché vorrei potermi dedicare a fondo a ognuna di queste..!!

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