Professionisti abusivi, un disegno di legge per inasprire le pene

Published On 2 novembre 2010 » 484 Views» By nibbio » Attualità
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cardiello-senatore-pdlConfisca dell’immobile nel quale si esercita la professione abusiva, sanzioni pecuniarie fino a cinquantamila euro di multa, dai due ai cinque anni di reclusione. Sono queste le maggiori conseguenze previste nel disegno di legge che, se approvato, segnerà una svolta epocale nella lotta contro coloro che, spesso a danno di cittadini già in difficoltà, svolgono non autorizzati le funzioni professionali più importanti: come nel campo medico, in quello degli avvocati e dei commercialisti.

E’ stato il Senatore del Pdl Franco Cardiello a presentare il disegno di legge, un tentativo di innalzare il grado di severità a quella che sta diventando una piaga sociale per l’Italia. D’altronde a raccontarlo, tutti i giorni, con svariati episodi, sono gli organi d’informazione.

Senatore, la situazione in Italia sotto questo punto di vista è arrivata al limite?

“Temo di si. Il fenomeno dell’abusivismo professionale ha assunto dimensioni preoccupanti, in particolare per quello che riguarda l’esercizio delle professioni mediche ed odontoiatriche, poiché incide direttamente sulla salute dei cittadini. Capita frequentemente che odontotecnici si improvvisino dentisti; ottici che fanno gli oculisti; venditori di protesi acustiche che si trasformano in otoiatri; massaggiatori che diventano ortopedici; erboristi che fanno diagnosi e prescrivono terapie. Costoro possiedono studi dove visitano, reclamizzano astutamente la loro attività, si fanno pagare parcelle di poco inferiori a quelle professionali, acquistano gli strumenti più sofisticati e somministrano addirittura farmaci”.

Nel suo disegno di legge si evince soprattutto una volontà di fermezza. L’obiettivo è quello di creare un forte deterrente?

“Basta riflettere su un dato. L’attuale formulazione dell’articolo 348 del codice penale prevede una serie di sanzioni che appaiono non adeguate alla gravità del reato posto in essere. L’irrisorietà della pena detentiva (fino a sei mesi), oltretutto facilmente eludibile con il pagamento di una sanzione pecuniaria e della multa (al massimo 516 euro) non costituisce un deterrente valido. In particolare, con la previsione della multa in alternativa alla reclusione, e con un importo della stessa abbastanza esiguo, si ritiene che sia troppo semplice, per colui che esercita abusivamente una professione, riuscire per così dire a sanare la propria posizione e magari a ricominciare a svolgere l’attività per la quale non è in possesso dei requisiti necessari”.

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