Quando la donna si ammala, la coppia si infrange

Published On 18 novembre 2009 » 373 Views» By Simona » Psicologia
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Negli Stati Uniti, i risultati dello studio di Marc Chamberlain (oncologo) basato su un campione di 515 pazienti affetti da malattie come tumori e sclerosi multipla, ci dicono che se è il partner femminile ad ammalarsi, la percentuale di abbandoni da parte del compagno si alza notevolmente. La percentuale di separazioni sale a 20,8 se è la donna ad essere malata contro un 2,9 nel caso sia un uomo.
La ricerca dell’oncologo inizia proprio dall’osservazione dei comportamenti dei malati di sesso maschile, i quali, dopo aver ricevuto la diagnosi, potevano contare su una costante presenza fisica ed emotiva della compagna per tutto l’arco della malattia; mentre le pazienti donne, andavano incontro ad un progressivo abbandono, recandosi prima sole alle visite per essere successivamente lasciate definitivamente.
Questo rischio di divorzio o separazione, che ammonta a sei volte di più nelle donne, viene rintracciato dalla ridotta propensione del sesso maschile all’accudimento, al contrario di una figura di sostegno e di riferimento costante per tutta la famiglia, quale è la donna.
Lo stesso Chamberlain, interpreta questo risultato rifacendosi al “senso di autoconservazione” che allontana gli uomini dalla dipendenza verso la donna, dal bisogno di sostenere il proprio partner, tendendo di conseguenza ad evadere, spesso sostituendola con un’altra.
abbandonoLa media del tempo che intercorre tra la malattia e il divorzio(separazione) è sei mesi, ma molto contano anche gli anni di matrimonio alle spalle della coppia.
Persino nei contesti multiproblematici, e di profonda crisi, la donna, davanti la malattia cerca di proteggere il compagno e non di fuggire. Questi dati assumono una valenza da non sottovalutare nel momento in cui si parla di sostegno come determinante nell’affrontare la malattia completando la terapia. Infatti i pazienti solitamente abbandonati a se stessi, perdono ogni tipo di speranza e motivazione nel provare nuove cure e spesso muoiono in ospedale.
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