Rom: Problema di cittadinanza o di ordine pubblico?

Published On 17 giugno 2009 » 195 Views» By Cianlu » Attualità
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romSono circa quindici anni che,in Italia,a fasi alterne,nascono ondate di vera e propria xenofobia,e di volta in volta,si trova una nuova etnia contro cui scagliarsi.
Il “debutto” del nostro,come paese meta di migranti stranieri,avviene nei primi anni novanta,con il crollo del blocco di Varsavia,e l’arrivo massiccio di persone provenienti dall’est Europa,in particolare dalla Polonia.Contemporaneamente a questa ondata migratoria cominciavano ad apparire i primi fenomeni di fobia collettiva del diverso,i quali avevano ad oggetto proprio i polacchi.
Sempre in quegli anni si possono ricordare gli ormai storici sbarchi di clandestini albanesi,ammassati su imbarcazioni di fortuna,che,oltre a costituire un nuovo motivo per l’isteria del cittadino medio,lasciarono un segno molto forte nell’immaginario degli italiani.
Altre ondate poi,si avvicendarono via via col passare degli anni,ed ogni volta,grazie anche al contributo determinante dei media,si avevano momenti di rifiuto verso i vari popoli che giungevano nella nostra penisola. Come quelli che poi si verificarono in ordine cronologico,nei confronti dei curdi,degli ex jugoslavi,dei Kosovari,dei musulmani in generale,dei rumeni.
Se c’è un popolo,che può annoverare più di un’ondata xenofoba a sue spese,oltre a svariate persecuzioni nel corso della storia,è proprio quello dei Rom. Ma è proprio nell’ultimo anno,che questa etnia,sta vivendo il periodo forse peggiore da quando,intorno al diciottesimo secolo,si crearono i primi insediamenti in Italia.Non si contano più ormai,nell’ultimo periodo,gli episodi di violenza e razzismo,nei confronti di queste persone,episodi che però,in qualche maniera possono essere collegati alle altrettanto numerose notizie di cronaca nera che li vede protagonisti. Ma sono veramente sempre loro i reali protagonisti degli episodi,a dir poco spiacevoli,che le televisioni ci raccontano?Chi si ricorda ad esempio di quella donna Rom di Ponticelli in provincia di Napoli,accusata di un tentato rapimento di una bambina?Ecco di quella vicenda non si è saputo più nulla, in particolare dello svolgimento del processo,a dimostrazione,della strumentalizzazione che gli organi di stampa spesso fanno di queste vicende. Quanti inoltre sono invece a conoscenza del fatto che l’altra nomade di Catania,accusata sempre di tentato rapimento davanti ad un supermarket,è stata assolta?Inotre,probabilmente in pochi sanno che,della famosa leggenda,che vede gli zingari come proverbiali ladri di fanciulli,non vi è traccia nelle questure italiane,basta poi dare uno sguardo ad un loro insediamento,per capire che sicuramente non sono a corto di bambini!
Ora,il punto è,nessuno vuole negare che ANCHE i rom spesso commettono furti ed altri reati e che vivono circondati dal degrado,ma per porre rimedio a determinati episodi spiacevoli,serve prima di tutto capirli,per poi risalire alle radici di un problema ed estirparle.
A tal proposito,può tornare utile,oltre a documentarsi sulla storia dei nomadi e la loro cultura,consultare una pubblicazione di una quarantina di pagine,del ministero dell’interno(organo certamente non di parte!) denominata proprio”pubblicazione sulle minoranze senza territorio” risalente a Maggio di quest’anno.
In questo scritto si analizzano vari punti,tra i quali ciò che afferma la nostra costituzione in materia di minoranze.Si parla delle numerose leggi regionali in materia e si segnala come molte di queste ribadiscono il diritto al nomadismo. Poche pagine più avanti però si afferma che non più del 2-3% dei rom viaggia ancora e si sposta in carovana e si evidenzia che quando è possibile molte famiglie vivono in vere e proprie case,spesso rurali.
Il problema della scolarizzazione viene ampiamente trattato,si afferma che ad impedire la scolarizzazione di questo popolo,non è tanto il nomadismo,quanto piuttosto le difficoltà economiche oltre ad una certa diffidenza riguardo la scuola nella loro cultura(diffidenza che può essere superata con investimenti seri sulla mediazione culturale).Si evidenzia infatti come nelle comunità che si trovano in una migliore condizione economica,il tasso di scolarizzazione sia molto più alto,e si trovano persino ragazzi che frequentano l’università.
Altro tasto dolente affrontato nella pubblicazione è la disoccupazione dei rom,causata oltre che dalla diffidenza dei datori di lavoro italiani,soprattutto dal fatto che con questo nuovo tipo di economia è pressocche impossibile,per loro portare avanti le loro attività tradizionali ed artigianali(l’allevamento di cavalli,rifinitura del rame,ecc…).
La pubblicazione del ministero si conclude con delle proposte per questa problematica situazione,suggerendo anzitutto la creazione di una rappresentanza ufficiale per questa etnia.Si sottolinea l’importanza di centri di mediazione culturale,del monitoraggio dei campi di insediamento e dell’integrazione dei loro abitanti.
Stando al rapporto del ministero,verrebbe quasi da illudersi,che ci siano le premesse per una politica di inclusione di tipo europeo.Attraverso seri investimenti nell’integrazione,sarebbe possibile migliorare la qualità della vita dei rom e di chi gli sta intorno,e addirittura trasformarli,come gli altri migranti,in una risorsa per tutto il Paese.Considerando però chi in questo momento è a capo del ministero in questione,cioè uno dei politici che ha costruito la sua carriera sul terrore del diverso,viene da dirsi:”sarà dura”….

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