Scontro Fini-Berlusconi

Published On 2 maggio 2010 » 341 Views» By LUXA » Attualità
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fini+berlusconi01gNella domus berlusconiana del PDL si è aperta una frattura tra il Presidente del Partito, nonchè del Consiglio, ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini: per alcuni opposizione sulle modalità organizzzative del partito,per altri conflitto sorto a partire da aspirazioni egoistiche di potere,per altri ancora dicotomia inconciliabile di due modelli politico-valoriali antitetici.

Facendo proprio quest’ultimo modello interpretativo vorrei proporre una riflessione inedita,relativa ad un aspetto politico totalmente trascurato dai mass media,ma a mio avviso decisivo nell’interpretazione della vicenda. I giornalisti ed i commentatori politici hanno generalmente concentrato la loro attenzione sulla corrente”finiana” analizzandone il valore culturale in antitesi rispetto al berlusconismo (concezione personalistica e carismatica dell’esercizio del potere, rifiuto del compromesso con l’Opposizione , visione paternalistica della politica) ed al leghismo (populismo, dura lotta, perlomeno a livello propagandistico, all’immigrazione, federalismo e decentramento amministrativo-fiscale). Non vi è dubbio che Fini, in quanto espressione di una tradizione politica eterogenea tanto rispetto al liberalismo borghese quanto all’identitarismo padano, abbia piena legittimità ad incarnare e sostenere posizioni politico-culturali indipendenti dagli alleati ma condivise da una fascia della popolazione italiana il cui bagaglio valoriale è frutto di esperienze politiche ed umane diverse. Elemento paradossale risulta però il fatto che Fini attacca Berlusconi non a partire da principi ideologici di “destra”,o per meglio dire nazionalpopolari, sociali, reazionari ed identitari, coerenti rispetto ad un’esperienza politica vissuta nell’ MSI, creatura politica inscindibilmente legata al passato fascista, e poi in AN, per lungo tempo l’equivalente nostrano del francese Front National di Le Pen, bensì a partire da rivendicazioni liberaldemocratiche, centriste, laiciste sul tema dell’eutanasia, progressiste riguardo ai diritti degli immigrati,posizioni da cui derivano le speculazioni sulla possibile futura creazione da parte di Fini di un forte polo centrista.Stupefacente sarebbe però osservare il “delfino di Almirante” capeggiare una “balena bianca” con la simpatica e ambigua compagnia di Casini,Rutelli e Montezemolo.

E dovrebbe essere fonte di una profonda riflessione, scevra di considerazioni ipocrite, la noncuranza e l’incoerenza con cui l’intera classe dirigente di AN, ma soprattutto il popolo di “destra”hanno accettato una alienazione non solo strutturale, ma più propriamente ideologica e valoriale,in quanto annullamento della propria identità in un partito liberale e centrista(con derive xenofobe dovute all’alleato leghista).

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