Se i prodotti Barilla e Mulino Bianco contenessero amianto?
Scritto da Simona il 10/02/2011, 12:02.
San Nicola di Melfi (Basilicata), qui si trova uno degli stabilimenti Barilla, che secondo l’inchiesta di ITALIA TERRA NOSTRA, sarebbe ricoperto da  plumbeo asbesto, meglio conosciuto come amianto.
Possibile si tratti di una dimenticanza? Una svista su cui sono appese le vite non solo dei 500 lavoratori, bensì anche dei milioni di consumatori e affezionati al marchio!
Dallo stabilimento di Potenza nascono almeno 7 tipi di prodotti dalle fette biscottate, ai biscotti da colazione, alla pasticceria ai pani morbidi e agli snack.
L’amianto qui presente in grandi dimensioni sotto forma di lastre, non avrebbe ancora  ricevuto l’attenzione sanitaria dovuta e sperata.
L’eternit col tempo sfibra disperdendosi nell’area sotto forma di polveri che entrano immediatamente a contatto con le vie respiratorie provocando tumori anche dopo decenni.
Ma non finisce qui, vicino non molto distante dallo stabilimento di Melfi, che detiene il primato europeo per la produzione di fette biscottate, e che rappresenta il centro di produzione di prodotti come le famose “nastrine” poi vendute in tutto il paese, è presente il più grande inceneritore di rifiuti disperdendo veleni micidiali in tutta la zona!!!
Rispetto a ciò lo stabilimento di Melfi si difende smentendo la notizia di Italia Terra Nostra e definendola “denigratoria”.
“Non c’è alcun rischio amianto per le persone e per i prodotti, così come dimostrato da verifiche effettuate periodicamente, da rilevazioni dell’autorità preposta al controllo (l’ASL 1 di Venosa) e recentemente confermate da tecnici competenti in materia”, queste le parole riportate all’interno del comunicato integrale all’indirizzo:
http://barillagroup.com/corporate/it/home/media/posizioni-aziendali/melfi.html
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2 commenti su “Se i prodotti Barilla e Mulino Bianco contenessero amianto?”
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11 febbraio, 2011, 13:51
Buongiorno a tutti,
vi segnaliamo che in una lunga nota, il titolare del dominio Italiaterranostra.it ha spiegato i reali motivi della chiusura del sito, smentendo a più riprese chi aveva scritto di pressioni e intimidazioni operate da Barilla “che non ha mai chiesto il sequestro e l’oscuramento del sito, come Gianni Lannes continua ad affermare.”
Ecco il testo completo:
http://www.italiaterranostra.it/?p=8660Vi ricordiamo che per rispondere sulla vicenda Melfi fornendo fatti concreti, abbiamo pubblicato già nei mesi scorsi un documento completo sul nostro sito.
Ecco il link http://www.barillagroup.com/corporate/it/home/media/posizioni-aziendali/melfi.html
Grazie
11 febbraio, 2011, 14:11Grazie per la segnalazione ma come avrete notato il testo nella serata di ieri era stato aggiornato proprio con lo stesso link da voi inoltrato.
Speriamo che concordiate nel fatto che scrivere un articolo per noi non ha significato diffamare la Barilla. Quel che abbiamo fatto è stato solamente riportare notizie apprese nel web, e aggiornare l’articolo dando voce a chi chiamato in caus una volta ricevuta una degna segnalazione di un’utente di facebook.
Ogni italiano sarà quindi contento a questo punto di leggere queste righe.
Grazie ancora e apprestatevi ad inviare lo stesso messaggio a chi, al contrario di noi, è stato davvero pesante e diffamatorio nei propri articoli.
Lo staff di toWrite.itScrivi un commento
Pubblicato in data 10 02 2011
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