Shellac: al di là della musica metal

Published On 15 marzo 2011 » 142 Views» By epyman » Musica, Recensioni
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Sicuramente, non è uno di quei lavori musicali facili da assorbire. Musicalmente parlando, si colloca in quell’ambito del post hardcore che faccio fatica ancora a contestualizzare, nonostante presenti un elevato livello di originalità. Ed è proprio questo aspetto a rappresentare senza ombra di dubbio la parte più interessanti del cd. I risultati non sono di certo omogenei, ma ho trovato comunque delle buone canzoni.

Pull the Cup” è un qualcosa che sembra matematico e ripetitivo allo stesso tempo. Riff di chitarra, basso e batteria costruiscono una canzone del tutto singolare. “Crow” presenta un gran bel ritmo, anche se la voce potrebbe essere molto migliore, secondo i miei gusti personali. Ad ogni modo, è uno di quei pezzi che trovo trascinanti.

Song of the Minerals” è una canzone apparentemente slegata da qualsiasi possibile interpretazione. Sembra anarchica, ma contiene uno stile tutto suo. Criptico, ma alquanto interessante. “Il Xorno Star” ha un titolo che sembra proprio tutto un’altra cosa. In realtà è un’elucubrazione in prevalenza legata all’azione della chitarra elettrica e bella batteria.

Poi, ci sono diverse canzoni che non riesco proprio a capire e che trovo in fondo mediocri. Per questo, sono arrivato al punto di considerare questo lavoro un qualcosa di molto interessante, ma non sempre per me comprensibile appieno.

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