Trovare lavoro sfruttando il turismo: la ricetta di Sergio Vessicchio

Published On 28 ottobre 2010 » 551 Views» By nibbio » Attualità
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Sergio Vessicchio

Sergio Vessicchio

Il dramma della mancanza di occupazione, per i giovani del sud è un cronico problema che si tramanda da generazioni e generazioni, una spada di Damocle sospesa sul capo dell’economia meridionale. Recenti statistiche hanno mostrato come, sempre di più, le aziende del mezzogiorno vanno moltiplicandosi ma senza produrre lavoro. Una frammentazione che non ricava dunque nuovi posti e che non aiuta lo sviluppo delle regioni a sud di Roma. L’unica speranza cui aggrapparsi sempre essere l’indotto turistico. Un settore che, facendo sponda con le bellezze naturali di cui dispone il meridione d’Italia, potrebbe diventare il volano per le nuove aziende e per i giovani che cercano occupazione. Sergio Vessicchio, giornalista campano, veterano delle tv meridionali, ha le idee chiare in proposito e sprona i giovani del mezzogiorno in questa direzione. In diverse trasmissioni da lui condotte negli ultimi tre decenni ha sempre battuto con decisione su questo tasto.

Non crede che “turismo” sia una parola magica abusata ma che non risolve concretamente i problemi occupazionali?

I giovani meridionali devono abbandonare il falso mito del posto statale. Devono essere coraggiosi. Hanno avuto la fortuna di nascere in zone con paesaggi bellissimi, visitati da turisti provenienti dai cinque continenti. Eppure, l’imprenditoria turistica, in rapporto alle potenzialità teoriche, non mi sembra abbia fatto il salto di qualità”.

Cosa c’è di diverso rispetto a venti anni or sono?

Il mondo è cambiato. Siamo in piena globalizzazione. Internet ha ridotto virtualmente le distanze. Prendiamo un trentenne di oggi: è cresciuto in un’epoca dove si parla mediamente meglio l’inglese, dove gli strumenti tecnologici sono alle portata di tutti. Se c’è una cosa che non manca a noi meridionali è la fantasia, aggiungiamoci un pizzico di coraggio…

C’è chi sostiene che il turismo in Italia sia già abbastanza sfruttato…

Non sono d’accordo. Ci sono in questo paese posti incantevoli che nessuno conosce perché non hanno visibilità, veri e propri angoli di paradiso che meriterebbero ben altre attenzioni. Ripeto, è una questione di organizzazione ma anche di coraggio. Il coraggio di scommettere su se stessi”.

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