Vucinic parla del tridente

Published On 20 luglio 2010 » 447 Views» By Polluxwriter » Sport
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vucinicÈ uno dei punti fermi del tridente tanto provato da Ranieri nei primi giorni di ritiro, qui a Brunico. Mirko Vucinic si muove sulla sinistra, esterno alto, alternandosi a Menez, ruolo che lo costringe spesso a sacrificarsi in fase di copertura, ma che non gli pesa affatto. “L’importante è giocare” sorride in conferenza stampa il montenegrino, tradendo una certa insofferenza davanti alle domande dei cronisti, perché non fa nulla per nascondere quanto non ami essere intervistato. “Da esterno mi trovo bene, non mi sento penalizzato. Il tridente? Sono dell’idea che possiamo giocare tutti, l’importante è che ci sia disponibilità a sacrificarci. Con Adriano e Simplicio, poi, siamo diventati più forti”. Voci di mercato lo volevano lontano da Roma. “Io qui sto bene”, si limita a rispondere. E c’è da credergli visto che nella capitale nascerà il suo primogenito, a ottobre. “Sarà maschio e lo chiameremo Alexander”. Negli ultimi anni Vucinic è maturato. “Sono cresciuto, è il quarto anno che sono a Roma, una piazza che ti fa diventare grande. Il primo anno me ne hanno dette di tutti i colori e mi è servito tantissimo, ho capito che non mi devo mai abbattere e che devo sempre lavorare, solo così ottieni i risultati. Perché mantengo un profilo basso? Così non rischio di cadere e farmi male”. Gli è mancato il Mondiale. “La Champions è importante, ma giocare un mondiale è tutta un’altra cosa. Quest’anno è sempre l’Inter da squadra da battere in campionato, ma non sottovalutiamo Milan e Juventus. La cosa fondamentale è riuscire a partire subito bene, non come anno scorso”.

TRIDENTE – Ranieri anche il giorno dopo l’amichevole contro Il Brunico (vinta 13-0), insiste con le prove tridente. Adriano Totti Vucinic, con Menez alternativa al montenegrino sulla sinistra, oppure intermedio, sempre sinistro, di centrocampo. Un 4-3-3 che in fase offensiva si trasforma in 4-2-4, con i terzini a scambiarsi spesso con gli esterni offensivi. In difesa diventa un classico 4-4-2. Enorme il lavoro sulle spalle dei sue centrali di centrocampo (Brighi- Simplicio, Perrotta- Simplicio), a fare da diga dietro un attacco dalle potenzialità enormi. “Io devo solo mettere in campo giocatori di qualità, poi sono loro che devono trovare il giusto dialogo”, spiega Ranieri, intrigato, e non poco, da una Roma a trazione anteriore. Adriano sta meglio, non ha saltato un allenamento, presentandosi in campo anche il giorno dopo i primi sessanta minuti in amichevole. È lui l’ago della bilancia, l’uomo- rottura da quale aspettarsi l’elemento sorpresa. Totti è già tirato a lucido, peso forma e tono muscolare invidiabile, subito chioccia per il brasiliano, che lo segue entrando in simbiosi con lui. A Totti, che l’ha spinto a scegliere la Roma, Adriano vuole dimostrare di potercela fare, a lui vuole essere utile per provare a vincere qualcosa d’importante.

TOTTI-SKY. Un po’ a sorpresa la televisione a pagamento ha scelto Mirko Vucinic per i divertenti spot che presentano la prossima stagione calcistica. E così l’attaccante si mostra ingrassato e notevolmente invecchiato, alter ego del figurino che invece ancora è. Niente Totti, rimasto anche lui sorpreso, per non essere stato indicato quale uomo-simbolo della Roma per l’originale promozione tv (tra gli illustri testimonial Cassano e Pato).

 Francesca Ferrazza – La Repubblica

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